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Autonomia del Veneto entro il 2018

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Michele, se ti riferisci al grafico postato da Riolo nel thread successivo ricordiamoci che e' una crescita nominale. Per esempio, nel residuo che illustra lui il residuo va da 15000 nel 2000 a 20000 nel 2013  (non si capisce se e' pro capite o in milioni di euro). Comunque se aggiusti la serie per quel 2% abbondante di inflazione annua che c'e' stata in quei 13 anni, si vede che non c'e' stata crescita reale.

Ma poi il titolo del grafico dice "residuo non previdenziale", ma poi nella riga sotto e' specificato "contributi sociali meno spese previdenziali" che mi sembra sia un "residuo previdenziale" (senza il "non"). Boh, comunque il senso dell'articolo era un altro

Certo

michele boldrin 17/5/2016 - 19:13

Crescita al piu' nominale, non dubito. Ma, considerato che l'indice dei prezzi e' cresciuto di circa il 30%, vale la pena notare che alcune variazioni son superiori al 30%. 

Per quanto riguarda il grafico, non so che dire. Nota che, per effetto della "doppia meno" aggiunge un eventuale "deficit previdenziale" (contributi < spesa previdenziale) all'eventuale "surplus fiscale" ... boh. Comunque, appunto, c'entra nulla con quanto hai scritto ...

 

Milioni di Euro, è basato sui dati CPT 2000 e 2013, lo puoi replicare facilmente anche per il 2014.

La formula se sei familiare con i CPT dovrebbe essere chiara, ho usato la loro terminologia (potrei aver eliso qualcosa per tenere tutto dentro il grafico).

(entrate della PA - contributi sociali PA) - (spese PA - spese previdenziali ed integrazioni salariali PA)

Sostanzialmente si tratta di un (entrate - spese) della PA, ma ai due addendi ho tolto le poste previdenziali in entrata ed uscita. La domanda a cui cerco di rispondere è: tolta la previdenza, qual'è l'ampiezza dei trasferimenti? Ovviamente nel grafico si vedono una marea di soldi uscire, perlopiù dai soliti sospetti, ma non si vedono entrare, confermando il sospetto che la gran parte dei trasferimenti siano previdenziali.

I trasferimenti previdenziali sono fiscali? A me pare derivino dall'aver pagato dei contributi lungo il corso di decenni. Quando andrò in pensione, io vedrò in tutti i cittadini italiani i miei debitori, per quanto da me contribuito. Non i Veneti o i Siciliani.

Per me l'articolo non ha senso perché la previdenza si dovrebbe pagare con i contributi, non con la fiscalità generale. Che senso ha spostare la gestione della previdenza in Veneto? In una ottica di regionalizzazione della previdenza potrebbe avere senso, ma questa può valere solo per le obbligazioni previdenziali che valessero da oggi in poi. Come se le regioni fossero stati indipendenti, ognuna con la sua cassa pensionistica, se io lavoro 1 anno in Veneto pago i contributi in Veneto, fra 40 anni si totalizza e la cassa veneta mi paga 1/40 della mia pensione. Ma prima di regionalizzare la previdenza bisognerebbe chiedersi se ne vale veramente la pena, e prima ancora se, date le obbligazioni previdenziali esistenti allo stato attuale, se sia minimamente possibile, e la risposta che mi do è no. In entrambi i casi. Il sistema pensionistico andrebbe riformato, sì, ma non regionalizzandolo.