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La ripresona del mercato del lavoro

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In effetti sappiamo che il valore aggiunto prodotto dal lavoro sommerso è incluso (stimato) nella contabilità nazionale (senza pero' sapere ufficialmente come questo dato è distribuito tra le regioni o le provincie) ma per quanto riguarda le statistiche sul lavoro, basate a quanto so su risposte anonime a formulari, non possiamo sapere effettivamente come risponde (onestamente o no) chi lavora in nero, evadendo contributi e tasse.

Una diminuzione del numero di occupati potrebbe quindi anche corrispondere ad un maggior lavoro sommerso da parte di persone che ritengono meglio rispondere "NO" quando lavorano in nero e rispondere SI quando trovano un lavoro alla luce del sole. Non stiamo parlando di spiccioli.  La stima che avevo letto (Schneider) parlava per l'Italia di un esercito di 6.6  / 11.4 milioni, anche se in gran parte secondo e terzo lavoro.  Ma ci sono anche quelli che hanno un lavoro solo (sommerso) e sono pensionati di anzianità, disoccupati, inattivi.

Io ricordo - a memoria - una frase, proprio di Schneider, conosciuto poi ad un convegno in terra elevetica, che più o meno recita così: "in regime di rigogliosa e crescente economia sommersa, ogni indicatore ufficiale riguardante il valore aggiunto, il reddito, l'occupazione, la disoccupazione, i consumi, è insitamente distorto e implica anche interrogativi sulle effettive misure di politica economica da intrapprendere."

Il rapporto tra occupazione e sommerso mi pare uno dei piu' critici, dato che in Italia siamo come noto ai vertici in Europa, tranne come al solito farci fregare la prima posizione dai greci.