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La guerra alla crittografia - alcune questioni tecniche

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Va contemperato rispetto ad altri valori, individuali e collettivi.

Quindi, mettere una backdoor nei device, magari no. Ma se un giudice ordina di aprire il telefonino, Apple ha il dovere di farlo. Nel segreto più segreto del suo laboratorio segreto, ma deve farlo. Può sempre distruggere quel SO che glielo ha permesso subito dopo.

Qui siamo di fronte alla solita diatriba fra diritti del singolo e diritti della collettività. Un conflitto che va risolto politicamente nell'ambito di norme democratiche, le stesse, in principio, che regolano la questione fin da prima dell'era informatica.

Quel che è cambiato ora, credo, è il sentire dell'uomo comune di fronte a possibilità tecnologiche inattese e inquietanti. Un pò come la globalizzazzione che ha creato come reazione un florilegio di localismi. Per cui il problema privacy viene vissuto con sentimenti più complessi e genera reazioni più apodittiche-

Oltrechè di marketing di Apple e company

...e se partiamo dal non condividere questo principio di base del rispetto tra esseri umani, direi che trovare un accordo soddisfacente per tutte le parti, in merito alla riservatezza dei pensieri e delle comunicazioni (ma non solo), sara' oggettivamente impossibile.

per fortuna, "perderanno" quelli che vogliono vivere, in potenza, nella "gabbia di vetro" stile "panopticon"... che un mezzo per impedire agli altri di farsi i fatti di ognuno, la matematica, per mezzo delle tecnologia, ce lo rende disponibile, proprio grazie alla crittografia ("consapevole") ed ancor di piu' alla "steganografia" (l'arte di nascondere un messaggio in mezzo a tante altre informazioni in modo da non sollevare l'interesse).

che poi questo sia (in potenza) utilizzabile per fini non "leciti" delle regole del vivere civile in comunità, penso che sia un male "minore" da tollorare.

anche perche' il terrorismo per esempio si potrebbe ben affrontare e sconfiggere lavorando sulle radici che lo alimentano piuttosto che sui dettagli tecnici, come le comunicazioni protette, della sua pratica quotidiana.

qui, nell'attacco alla crittografia, e' veramente usato solo come foglia di fico, per rendere il cittadino comune sempre piu' indifeso, fragile e succube.

ovviamente just my 2 cents..

... o sono una scusa da adottare quando ci fa comodo dialetticamente o economicamente?

Sulla privacy farei il caso della Svizzera, la quale sul tema "segreto bancario" (uno dei vari aspetti del tema "privacy") ha dovuto cedere alle pressioni OCSE.
A fronte di indagini condotte dalla magistratura, e quindi sulla base di rogatorie internazionali, non c'è privacy che tenga. Cosa che era prassi già negli anni 90 ma che recentemente è stata estesa anche a fatti giuridici che in Svizzera non sono reato, come l'evasione fiscale che in CH è una semplice violazione amministrativa, non un reato penale, a  meno che per evadere non si debba ricorrere alla produzione di documenti falsi.
Ora se cedono le nazioni che hanno 630 miliardi di dollari di PIL, non vedo perché non dovrebbero cedere aziende che fatturano 182 miliardi.

Se Apple cede alla richiesta di aprire un iPhone poi deve farlo tutte le altre volte che un giudice glielo chiede, non e' semplice come dire "lo fa e poi cancella il FBIOS". Inoltre, la produzione dell'OS stesso e' una spesa notevole, non si vede perche' un'azienda privata debba fare qualcosa del genere gratis a comando del governo.