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Il neo-liberismo e i suoi avversari

6 commenti (espandi tutti)

a un ottimo articolo.

Laddove i mercati hanno dato il meglio è col Capitalismo, che possiamo definire – seguendo Schumpeter - come quel sistema in cui le decisioni di investimento sono prese in maniera decentrata facendo leva sul credito – oggi potremmo aggiungere, facendo leva sul credito e sui mercati finanziari. Non si ha l'ordine del Piano, infatti, il sistema è disordinato, ma il suo agire, a differenza del Piano, aumenta l'offerta di innovazioni.

Forse questo non è del tutto vero per le grandi innovazioni. C'è un limite temporale ed economico oltre al quale la Ricerca finanziata con capitale privato, che è orientata al recupero dell'investimento al massimo entro alcuni decenni, non si spinge.
Ma le grandi scoperte ed i grandi balzi in avanti dell'umanità stanno oltre quel limite.

Mi pare che si possa dubitare che la pianificazione economica e lo stato siano sempre nemici dell'innovazione. Forse se la rivoluzione fosse stata vittoriosa in tutto il globo non avremmo avuto l'ascensore, il transistor o il frigorifero; ma senza guerra fredda - con conseguenti grandi investimenti pubblici in progetti militari - non avremmo avuto le innovazioni di portata maggiore.

Porto due esempi.

Internet nacque come progetto del DoD, il Department of Defense americano, che voleva un sistema di comunicazione tra i nodi capace di resistere a un attacco nucleare. Era un progetto "di stato", finanziato esclusivamente con fondi pubblici, per scopi militari.

Un altro esempio è la seconda grande novità che ha trasformato il mondo nel terzo millennio: il sistema GPS. Pure questo ha avuto una genesi analoga a Internet. Poi è diventato quello che è, ma in origine doveva servire per pilotare i missili ed era top-secret.

Nessuna private venture company, neppure la più potente del mondo, avrebbe mai potuto prima progettare e poi lanciare in orbita 30 satelliti geostazionari, con lo scopo di vendere i tom-tom al supermercato trenta anni dopo.
Può darsi che nel gergo economico questa si possa intendere come "infrastruttura", ma mi pare evidente che è qualcosa di molto diverso da una rete stradale ferroviaria o fognaria.
L'innovazione, quella grande che segna le epoche, richiede grandi motivazioni e uno sforzo collettivo che difficilmente sarebbe possibile con la visione short-term che spinge la ricerca privata.

Nel periodo della guerra fredda gli investimenti militari, dai quali sono arrivate molte innovazioni, vedevano una serrata competizione tra Stati al fine di prevalere, in senso fisico, l'uno sull'altro. E' questa competizione che ha portato allo sviluppo, non il fatto che gli investimenti fossero statali. Per inciso uno dei due blocchi, quello capitalista, democratico, basato sugli investimenti privati e sulla logica di mercato, ha prevalso, l'altro, quello comunista, dirigista, basato sulla pianificazione centralizzata, ha fallito ed è evaporato (nei fatti, ma non non nelle menti dei milioni di persone che per decenni vi hanno creduto e che, per certi versi, vi credono ancora con fare nostalgico).

Beh, no

Nasissimo 2/2/2016 - 11:34

Il succo della mia osservazione non era questo. Che la "competizione" USA-URSS abbia "giovato" fornendo le motivazioni a grandi investimenti è vero, ma è un altro discorso.
Così come è altro discorso che il "sistema USA" fosse migliore del "sistema URSS".
Io osservavo qui che nessun privato avrebbe mai potuto fare investimenti di simile intensità di capitale, con simile portata temporale, e dagli esiti tanto incerti.

La Ricerca Scientifica dei privati è ovviamante (e giustamente) oriantata al business: pretende risultati monetizzabili in tempi ragionevoli, non condivide i risultati, e non ha come fine un interesse collettivo.
Le più grandi scoperte dell'umanità, e pure le maggiori innovazioni tecnologiche (avevo portato due esempi importanti) sono venuti spesso da ricerche finanziate con fondi pubblici (da "stati") non perché questo sia il sistema migliore in assoluto, ma perché gli stati sono le uniche units che possono permettersi di investire capitali colossali per una ricerca dall'esito incerto, e raggiungibile solo in tempo molto lungo e indeterminato.

Se mai l'uomo andrà su Marte, sarà grazie alla Ricerca finanziata con fondi pubblici.

Già è vero, spesso pero' è molto difficile da quantificare perchè manca e mancherà sempre la controprova, potevano i cittadini americani impiegare meglio quel denaro rispetto al governo americano con il sistema GPS ? Impossibile da dire, oppure, quanto vale in realtà la conquista della Luna ? all' epoca esisteva un confronto militare e tecnologico con l' unione sovietica, una sconfitta in campo lunare quanto sarebbe costata, in termini di consenso per il liberismo e quindi per il libero mercato in Europa e nel resto del mondo ? Cioè se la luna è per "assurdo" la pubblicità del funzionamento del liberismo il suo successo puo' essere stato in realtà un irrisorio investimento rispetto agli enormi benefici ? E' un po' come la spesa per la difesa, la difesa funge anche da deterrente allo scoppio di una guerra e al conseguente spreco di decine di trilioni di dollari che possono essere utilizzati utilizzati in modo differente, spesso la questione dipende dalla situazione geoplitica e la difesa puo' rappresentare un semplice spreco o un importante forma d'investimento, quindi se da un lato abbiamo Il governo degli Stati Uniti e la NASA con le loro straordinarie conquiste, dall' altro pero' ci sono anche Edison e J.P. Morgan o Tesla e Westinghouse con altrettante incredibili conquiste... 

GPS

Alessandro 2/2/2016 - 01:44

Non che la sostanza del tuo discorso cambi di molto, ma i satelliti del GPS non sono geostazionari.

A.

E' vero

Nasissimo 2/2/2016 - 12:52

un po' pignolo ma esatto. Ero convinto che fossero geostazionari perché se lo fossero sarebbe immediata la triangolazione. Ho imparato ora però che sarebbe complicato per via della quota e quindi si preferisce metterli in orbita più bassa e fargli comunicare la posizione.
La sostanza del discorso cambia di niente, però è sempre meglio esser precisi!