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Dipanare la matassa “bad bank”. Serve l'aiuto di Stato per la pulizia dei bilanci bancari?

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per vedere se ho capito:

Alcune banche  sono "appesantite" nella loro attivita' da crediti sopravvalutati o, addirittura che non valgono nulla (sto pensando alle centinaia di scheletri di palazzi che non saranno mai finiti e che non troveranno mai un compratore perche' sono talmente fatti male che sarebbero da buttare giu' rifare dalle fondazioni).

Per cercare di rimettere in modo attivita' bancarie "sane" o comunque "utili" al paese, si devono fare sparire dal bilancio delle banche questi crediti "farlocchi". 

Per rifilarli ad altri (a chi, a Babbo Natale?) il governo dovrebbe "imbellettarli" con una sorta di garanzia che prima o poi saranno esigibili (Dai costruttori edili falliti? Auguri).

In cambio dell'"imbellettamento" il governo non chiede lo scalpo di chi ha operato in modo, se va bene, maldestro. E l'"imbellettamento" lo si farebbe coi soldi dei contribuenti con una qualche maccheronamento o gioco delel tr carte per non incorrere nelle ire della UE.

Le banche, anche a fronte di un regalo cosi' spudorato, potrebbero pure rifiutare la mano tesa dal governo perche', se si valutasse la reale stuazione di questi crediti, non avrebbero piu' un bilancio in grado di presentare le condizioni minime per farle funzionare, quindi non e' detto che la soluzione di cui si sta parlando porti dei benefici, se non incentivare le altre banche a prendersi dei rischi assurdi ed ingiustificati, tanto c'e' Pantalone che paga.

 
Ecco, mi chiedo: perche' gli azionisti non vengono chiamati a rispondere delle scelte di amministratori che hanno fatto? 'Sti azionisti sono delle povere vecchiette che hanno investito i risparmi di una vita o sono qualcosa d'altro?

Io se i miei risparmi li investo su un'attivita' perdente, mica ho qualcuno che mi rifonde, anzi, mi danno anche del fesso.

Non sono possibili altre soluzioni in cui vengano chiamati a rispondere dei buchi o delle sofferenze chi quelle sofferenze le ha generate? O chi ha scelto gli amministratori?

Non e' possibile chiudere i buchi e cacciare via gli azionisti e i loro eletti, per ripartire da zero, vendendo i pezzi fisici (le sedi, le filiali, le attivita' sane, tutto quello che ha un minimo di valore) a qualcun altro. Ma non agli stessi che hanno creato il guaio in cui ci si trova ora. Perche' non e' possibile farlo?

Grazie.

Il credito riparte se i crediti deteriorati/farlocchi sono rimossi dalle banche. Come si fa? Due alternative possibili: incentivando le banche a vendere la spazzatura (i NPLs) -- aiuto di Stato a spese appunto del contribuente -- o "forzandole" : costringendole a valutazioni in bilancio in linea con i valori effettivi (di mercato: quello che ragionevolmente puo' realizzarsi vendendo i collaterali sottostanti -- incluso, come dice Gilberto Bonaga, gli scheletri di palazzi mai finiti). Dopo di che, almeno per alcune banche, si apriranno buchi (il capitale scenderà sotto il minimo utile all'operatività nell'assetto corrente - management e azionisti di controllo). E li si aprono diverse opzioni, incluse le azioni legali di responsabilità contro chi ha creato i guai. L'opzione "forzatura" può essere  socialmente costosa, così come è costosa l'incentivazione (appunto a spese del contribuente). Ma una scelta deve essere fatta -- per non ripetere l'esperienza Giappone del "decennio perduto".

mi permetto

dragonfly 31/1/2016 - 01:32

qualche aggiunta, nel solito e spesso vano tentativo di chiarirMI le idee.

l'ingegneria finanziaria in generale ha ancora senso, come pure costruire dighe dopo il vajont. è vero, o almeno verosimile, che cedere pacchetti di crediti a terzi può comportare un aumento complessivo del valore degli asset ceduti. a+b+c+... n ha un risultato diverso a seconda del numero di soggetti che li detengono e massimo, magari di poco, se finiscono tutti in capo a un singolo ente.

se il mercato valuta il mio portafoglio crediti marci "a" chessò, il 40% del nominale significa scontare adesso a 40 la composizione di variabili aleatorie che determinano l'esito di ciascun credito, come la rinegoziazione, l'esito della procedura di recupero della garanzia, oppure delle varie procedure concorsuali, tutte cose anche di grande incertezza temporale. ciascuno di questi esiti può avere variabilità molto elevata e quindi un singolo prezzo scontato molto basso, ma la loro somma varierà molto meno, specie se sommo  ad "a" un altro portafoglio "b" non identico. a fronte di un minor rischio/variabilità più grandi acquirenti capaci di comprare a+b+c , in concorrenza potrebbero sborsare di più per ricavarne quello che le banche non riuscirebbero a fare.

ci vorrebbe un bel mercato...quello che c'è però pare bisognoso di spintarelle e quella decisa dal governo è poca cosa, probabilmente inefficace.

ma anche se tutto andasse per il meglio, cioè gli specialisti che guadagnano senza escutere garanzie statali e le banche libere e belle dalle sofferenze, rimane il problemuzzo che tu rimarchi bene: ci sono buone probabilità che una immutata governance bancaria, riproduca anche piuttosto presto le stesse sofferenze di prima! perchè mai domani dovrebbe finire diversamente? questi, che poi non sono solo gli azionisti, conoscono solo quel bel modo di lavorare che ci ha portato alla situazione attuale.

il problemuzzo : un'immutata governance bancaria può riprodurre le sofferenze di prima.. Vero, ma, ammesso che rimanga immutata, il contesto è diverso: la disciplina che bene o male è ora imposta dalle regole EU -- bail in, supervisione BCE , e l'asset Quality Review fatta da EBA (European Banking Authority) . Sono quest'ultime ad aver tolto il velo che copriva le "sofferenze" -- la sopravvalutazione a bilancio. E questo, si spera, costituisce un deterrente a originare prestiti malsani..