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Dipanare la matassa “bad bank”. Serve l'aiuto di Stato per la pulizia dei bilanci bancari?

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Se i prestiti sono venduti con garanzia hanno un prezzo di mercato più elevato che in assenza di garanzia .  Ovviamente, chi offre la garanzia si assume un rischio  (quello di essere chiamato a pagare se il sottostante dei titoli non produce il cash flow promesso). La domanda è: se lo Stato offre le garanzie al prezzo di mercato (ovvero, a un prezzo tale che il contribuente non ci perde), come sembra richiedere l'accordo Padoan con la Commissione, una banca sceglierà di vendere il suo portafoglio di NPLs? Ci sono buone ragioni per concludere che non lo farà (e non lo farà ogniqualvolta i NPLs che ha a bilancio sono sopravvalutati, il che è la regola..). Si terrà i NPLs a bilancio. Ciò non è affatto un bene per il sistema: rischio "inutile e dannoso" rimane sulle banche e in risposta a questo lesinano il credito. Come se ne esce? Due alternative: incentivando le banche a vendere la spazzatura (i NPLs) -- aiuto di Stato a spese appunto del contribuente -- o "forzandole". La scelta è del Governo. Il problema è che il "forzarle" ha per il Governo un costo politico immediato (la lobby banche è potente), l'aiuto a spese del contribuente (ammesso che la Commissione lo permetta) viene nascosto nelle pieghe del debito pubblico (e solo una minoranza dei votanti lo vede). Il timore è che non se ne esca -- non si facciano scelte (la stessa solfa del Giappone degli anni 90, il "decennio perduto")