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Dipanare la matassa “bad bank”. Serve l'aiuto di Stato per la pulizia dei bilanci bancari?

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C'è una parte che mi sfugge nella perfetta esposizione: perchè lo Stato debba garantire dei NPL se questi sono ceduti a valore di mercato. Se il mercato è in grado di prezzare dei NPL ci sarà qualcuno che si assumerà il rischio della performance sottostante, se il mercato non è in grado di prezzare il veicolo è perchè o la "salsiccia" è puzzolente, o le informazioni sono scarse, nel primo caso doesn't matter, nel secondo caso scapperanno tutti a gambe levate, e solo allora servirà la garanzia di qualcuno che ti dice "fidati è roba buona, se va male pago io".

Ma a questo punto è un puro trasferimento di rischio senza contropartita, perchè lo Stato non chiede alcuna garanzia a sua volta. Cioè l'operazione ha un senso solo se lo Stato dice "OK, io ci metto la faccia ed eventualmente i soldi, ma se tu banca pensi di fregarmi rifilandomi una salsiccia puzzolente io mi prendo il controllo di una quota di azioni pari alla differenza fra il vero valore della tua salsiccia e quello che tu mi hai detto che valeva".

Per come sembra congegnato, attualmente, stiamo trasferendo soldi dalle tasche dei contribuenti a quelle, profonde, dei banchieri, non un grosso affare a naso, odorando le salsicce.

nudge

dragonfly 29/1/2016 - 12:23

Se il mercato è in grado di prezzare i NPL...

il problema è che il mercato relativo non è un gran che: pochi venditori con tanta roba, che NON è tutta uguale come sembra a prima vista, compratori cautelosi per poca esperienza, ancor meno speculatori puri che faciliterebbero gli scambi e la formazione del prezzo.la spintarella della garanzia pubblica, visto che è fornita a un prezzo crescente nel tempo, è allora tutta nell'incentivo a incominciare, sperando che funzioni.

perchè è poi vero che il valore del salame  stagionato è potenzialmente superiore a quello attuale della carne macinata anche non di primissimo taglio,  del sale e del pepe. l'articolo lo spiega bene dal lato del venditore dei NPL, ma vale anche per il compratore, non è una somma zero. la riallocazione del rischio, il reimpacchettamento in scatole e formati diversi, con scadenze diverse, non deve far subito pensare a piero manzoni. se ci sono ad es, decorrelazioni significative, magari territoriali, fra i crediti della banca a con quelli della banca b, sarebbe perfettamente razionale per un  terzo comprarli e sommarli.

ci vorrebbe un mercato, insomma.

...mi ricorda una canzone di antonello venditti ,anche se la situazione attuale, riguardo soprattutto le banche ne ha un'altra decisamente più attinente  .

Conosco abbastanza bene le banche italiane per non poter affermare che:
1. Molti prestiti sono NPL perchè son soldi dati agli amici degli amici, che già si sapeva che non avrebbero mai restituito il prestito.

2. Molti saldi negativi sono tali solo sulla carta, poichè gonfiati da costi impropri, che i tribunali italiani stanno smontando uno ad uno (no, non è solo l'anatocismo).

3. Il mio punto è semplice: vogliamo far partire un mercato con l'ennesimo rischio a carico dei contribuenti ? Bene, devono rischiare anche gli azionisti delle banche (che già rischiavano quando hanno deciso di investire nelle banche), ovvero se cerchi di rifilarmi una fregatura (e ce ne saranno a iosa) io mi prendo il controllo della banca o comunque un equivalente della fregatura in azioni.

....ed è anche abbastanza liquido. Agli NPL, specie quelli immobiliari, si sono interessati molti player stranieri e da un anno circa a questa parte anche soggetti italiani si stanno interessando

Se i prestiti sono venduti con garanzia hanno un prezzo di mercato più elevato che in assenza di garanzia .  Ovviamente, chi offre la garanzia si assume un rischio  (quello di essere chiamato a pagare se il sottostante dei titoli non produce il cash flow promesso). La domanda è: se lo Stato offre le garanzie al prezzo di mercato (ovvero, a un prezzo tale che il contribuente non ci perde), come sembra richiedere l'accordo Padoan con la Commissione, una banca sceglierà di vendere il suo portafoglio di NPLs? Ci sono buone ragioni per concludere che non lo farà (e non lo farà ogniqualvolta i NPLs che ha a bilancio sono sopravvalutati, il che è la regola..). Si terrà i NPLs a bilancio. Ciò non è affatto un bene per il sistema: rischio "inutile e dannoso" rimane sulle banche e in risposta a questo lesinano il credito. Come se ne esce? Due alternative: incentivando le banche a vendere la spazzatura (i NPLs) -- aiuto di Stato a spese appunto del contribuente -- o "forzandole". La scelta è del Governo. Il problema è che il "forzarle" ha per il Governo un costo politico immediato (la lobby banche è potente), l'aiuto a spese del contribuente (ammesso che la Commissione lo permetta) viene nascosto nelle pieghe del debito pubblico (e solo una minoranza dei votanti lo vede). Il timore è che non se ne esca -- non si facciano scelte (la stessa solfa del Giappone degli anni 90, il "decennio perduto")

 

Lo Stato è controparte in un vero e proprio swap ove incassa a fronte di garanzia il premio equivalente a quanto estrapolato dal valore dei CDS. Premio che aumenta col passare del tempo Il guaio è in quanto esposto dall'autrice dell'articolo, alla quale faccio i miei più vivi complimenti. Quello che lo Stato assicura(questo il senso della garanzia) ad eventuali compratori deve essere giudicato affidabile(investment grade) da un terzo. Lo Stato qui può forzare la mano (se serve sia chiaro) suppongo e si trova chi certifica l'affidabilità. Quello che non si può ragionevolmente sapere è che valore effettivo avrà questa certfcazione perchè, come rileva l'autrice, il collaterale dei NPL è altamente aleatorio e sono generalmente sopravvalutati. Premesso ciò, se queste tranches senior certificate finiscono a loro volta come collaterali per operazioni di rifinanziamento tramite BCE tutto ok(virgolettato), abbiamo diluito il rischio ma..se ciò non accade, potremmo trovarci in una situazone simile a quella di AIG ai bei tempi(virgolettato) e nell'apice della crisi subprime, ma a parti invertibili.; La banca (venditore) incassa la garanzia e copre parte dei suoi NPL(la presunta "migliore".) , lo Stato(compratore) copre il rischio di una obblgazione certficata a basso rischio che virtualmente si mette in portafoglio, il mercato decide che hanno fatto male i conti (altamente probabile), questa obblgazione non se la compra nessuno..e rimane in portafoglio allo Stato, la banca non paga il premio che sale, lo Stato non vede remunerato il rischio e perde soldi,la banca vede i ratios patrimoniali azzerarsi, downgrade, bail in, pagano i risparmiatori, paga lo Stato. Nel caso d AIG erano mortgage backed securites, titoli garantiti da un insieme di mutui ipotecari. Qui, abbiamo titoli costituiti da un insieme di mutui ipotecari non pagati garantiti dallo Stato :)

Mi sembra una sorta di ingegneria finanziaria all'italiana insomma...che Dio ce la mandi buona.. Saluti, complimenti ancora per l'articolo

dobbiamo attendere i dettagli (ora parecchio confusi): una possibilità è che la costruzione dei titoli senior corredati da garanzia Stato (resa possibile dall'accordo) sia finalizzata non a renderli prodotti da vendersi sul  mercato, ma collaterale eligible per il finanziamento presso la BCE da parte della banca che ha originato il sottostante (i NPLs)-- in questo caso,  la banca ha  una fonte addizionale di funding, appunto presso la BCE e limitatamente alla tranche senior , ma il rischio non esce dalla banca. O anche, a renderli eligible per rientrare nell'asset purchase programme (venderli a BCE/BancaItalia) -- anche qui limitatamente alla tranche senior (il rischio che è nei junior resta in capo alla banca). Dobbiamo attendere i dettagli per saperne di più..

Grazie :)

Sig.Ernesto 31/1/2016 - 22:28

Resta , in attesa di capirci di più, un grande fattore di incertezza; quale banca in difficolta' accetterà di farsi certificare come investment grade la minima parte dei NPLs a bilancio (ammesso che sia in difficoltà ed ammesso che sia minima..sia chiaro) per girarli alla BCE(ipotesi) sapendo che quel CET1 così importante oggi verrà immediatamente riprezzato dal mercato (che riprezzera' immediatamente mark to market i juniors rimanenti..al 18% al 20%??) ? Sembra un gatto che si morde la coda, forse sono io che non capisco..o forse capisco perchè si spinga tanto ad operazioni di merge; più aumenta la tranche senior, più tempo si riesce a comprare per aggiustare  le cose. Un saluto,