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Legge di Stabilità: quell’aiutino sui contratti Consip che non piace al mercato (elettrico)

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Credo proprio che sia come dice lei, che la corrente non la acquistino un pezzetto al giorno, ma non comprendo in questo caso come sia possibile che chi opera con una tale aleatorietà di prezzo non si attrezzi con qualche strumento di copertura a termine. Non capisco nemmeno questa smania di rivedere il prezzo mensilmente. Se poi si deve varare una norma che torna a trasferire sullo Stato i rischi d’impresa dovuti ad oscillazioni abnormi del parametro di riferimento, che senso ha? Non sarebbe forse il caso di rivedere il meccanismo d’indicizzazione invece che creare norme che, a quel che sembra, si possono configurare come aiuto di Stato e che comunque vanificherebbero l’intento dell’Amministrazione di pagare costantemente “il giusto prezzo”? Sempre ammesso che esista nella realtà del mercato un collegamento così rigido tra il prezzo di borsa dell’energia e quello del petrolio. Nelle forniture di aziende manifatturiere che conosco (1 – 5 megawatt annui) non riscontro una tale simbiosi.