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Toppe per le banche e voragini per il paese

11 commenti (espandi tutti)

non so dire delle 4 Banche risolte , perche' non sono del luogo, ma in Veneto era noto che le cd. "banche del territorio" non erano gestite in maniera prudente: - ho visto io stesso obbligazioni subordinate fatte sottoscrivere ad un cliente per il quale io invece valutavo la richiesta di un'amministrazione di sostegno... - sara' interessante discutere in Tribunale, se mai ci si arrivera', di come e' possibile azzerare un titolo in ragione di un evento (la risoluzione) che non era previsto al momento dell'emissione (il recepimento e' di ottobre 2015) - e' perfettamente inutile perseguire i membri dei CDA (che venivano opportunamente cooptati tra chi non dava "rogne") per l'evidente sproporzione tra i patrimoni individuali e il danno arrecato. - dovrebbero invece essere perseguiti i dipendenti che hanno fatto carriera sulla vendita delle subordinate e di altri titoli consimili (o ancora peggio). Invece si mena vanto di "salvare l'occupazione" e molti di questi avranno addirittura scivoli pensionistici. Se questi comportamenti non trovano sanzione non cambiera' mai niente... - la verita' e' che le banche in questione contavano su un intervento di sistema tipo Banco di Napoli. - puo' piacere o non piacere ma SGA, la societa' che ha curato il recupero delle sofferenze del Banco di Napoli, ha recuperato l'85% dei crediti trasferiti. Era una cattiva soluzione? Qui invece pare che siano stati ceduti al 18% del valore... - si rischia di buttare via il bambino con l'acqua sporca, perche' il Credito Cooperativo e le Popolari sono funzionali al tessuto di piccole imprese che abbiamo in loco. Dubito che a una banca straniera interessi dare finanziamenti per 100K o 1mln ad un piccolo imprenditore, verrebbero solo a fare raccolta. - al netto della mala gestio il problema delle banche in questione e' stato l'ammaloramento dei crediti dovuto alla crisi fortissima degli ultimi anni. - ha ragione Renzi a lamentarsi. Banca d'Italia e MEF non sono riusciti ad individuare una soluzione in UE e gli hanno messo sul tavolo i decreti raffazzonati di fine novembre. A quel punto il danno era fatto. - piu' in generale bisognera' chiedersi cosa ci stiamo a fare nell'Euroarea a queste condizioni: UK e PL, che hanno un'economia ben piu' dinamica della nostra, si guardano bene dall'entrarci.

del perchè questo paese produce una classe politica che non affronta le cause del nostro collasso. 

abbiamo : inutile colpire lo stato maggiore colpiamo i sottufficiali, le banche del territorio sono funzionali alle piccole imprese locali, gli stranieri ci "ruberebbero" i soldi, se siamo nei guai la colpa è della moneta "straniera" ecc.ecc.

1) io dico: colpiamo lo stato maggiore E i sottufficiali (tra l'altro: nel caso specifico delle banche popolari con voto capitario i dipendenti hanno sempre avuto un peso specifico particolare).
2) la relazione tra il credito cooperativo, le banche popolari e lo sviluppo della piccola impresa e' storia. Hanno la stessa origine le Raiffeisen e le Sparkasse in AT e DE
3) la moglie lavora in HSBC, per un loan inferiore a 10 mln $ nenache accende il computer:)
3) la colpa non e' della moneta straniera, ma, se non si vogliono fare le riforme che la moneta richiede, ostinarsi a rimanere dentro e' solo sofferenza.

r

marcodivice 5/1/2016 - 15:23

2)non nego la storia passata.sono il passato recente e il presente che non vanno. Non solo le grandi banche via fondazioni sono state troppo vicine alle esigenze della politica. Anche le popolari e le bcc (ovviamente parlo a livello generale) e proprio per come sono strutturate, hanno allocato spesso male il credito  preferendo  la convenienza politica.Uno dei nostri problemi, inoltre, è il crollo della produttività (o meglio l'esplosione del CLUP) che è correlata alla dimensione media delle aziende. Aziende piccole, inoltre, difficilmente hanno accesso ad altre fonti di finanziamento che non siano la banca cosa che è un problema come è sotto gli occhi di tutti. In definitiva bisognerebbe chiedere di cambiare il sistema, non di restauralo IMHO.

3) la maggior parte della raccolta bancaria del sud , viene impiegata altrove. Sicuramente uno dei motivi sarà perchè le banche tipicamente non sono meridionali, ma il motivo principale è che al sud di solito, e purtroppono,non ci sono buone opportunità d'investimento . Quello che voglio dire è che magari HSBC non lo farà ,ma se il Veneto offre buone possibilità agli impieghi bancari, sicuramente una banca le coglierà straniera o veneta che sia ,perchè se non lo fa lei lo farà un'altra.

4) A parte che una uscita unilaterale causerebbe un bel po' di sconquassi, il punto non è € si o € no. Non è il dover fare le riforme per rimanere nell' €, ma è fare le riforme per tornare ad essere una economia competitiva e quindi prospera. Senza di esse anche con un'altra moneta l'esito mi pare scontato.

rr

giannip 5/1/2016 - 18:44

2) "In definitiva bisognerebbe chiedere di cambiare il sistema, non di restauralo IMHO". Sono d'accordo, ma scettico che si possa fare. Bisognerebbe andare a dire, ad esempio, che invece di 3 forze di polizia ne basta una.... L'attuale livello di tassazione e' semplicemnte incompatibile con la crescita.
3) Vero. Pero' ti scrivo dalla Russia dove cercano di copiare "la banca del territorio" proprio per sviluppare le PMI (che a loro mancano). Noi dovremmo cercare di efficentare quello che abbiamo (consci dei limiti).
4) Concordo e siamo sempre al punto 2. Quanto all' Euro potremmo avere nei prossimi anni delle sorprese geopolitiche....

Erano gestite male o non erano gestite male? 

Facevano crediti a cazzo o no?

Gli amministratori (dirigenti, dipendenti ... scegli tu dove "inizia" la catena di causalita') erano incompetenti, cialtroni, corrotti, scemi, imbranati, quant'altro, o no?

Ed infine, che cazzo c'entra l'euro con i crediti andati a male o fatti a cazzo ad amici, parenti e potenti? Che fossero in euro, lire o dobloni, sempre soldi gettati erano?

Ed infine, cosa diavolo c'entra in tutto questo il caso Banco di Napoli? E cosa dovremmo apprendere dal fatto che la SGA che rilevo' (alcuni, non tutti) i crediti in sofferenza riusci' a recuperarne l'85%? Quanto pago' per il face value? Io non lo so. Ed in ogni caso, che c'entra?

Detto altrimenti, a che serve un commento del genere? A quale punto, argomento, fatto, ipotesi dell'articolo che commenti ti riferisci e vuoi correggere, completare, criticare, emendare, completare?  

Certo che erano mal gestite!
Ma tu scrivi: "Per esempio, è notizia del 3 gennaio 2016 che la Nuova Banca Etruria (la "good bank") sta per intentare azione legale contro i vecchi amministratori."
Bene, qui va osservato che questo sara' di poco aiuto visto che i membri del CDA e il DG delle Banche ovviamente mai potranno ripagare con le loro sostanze il danno sofferto da azionisti e obbligazionisti.
Il punto e' che il CDA valeva niente in queste Banche e il potere era (e') nella struttura dirigenziale che faceva capo al DG.
E' qui che bisogna colpire! Va creato un sistema di norme/incentivi che dissuada il dipendente dall'assecondare (o coprire) le direttive (sbagliate) che arrivano dai vertici (vendi questi titoli o non farai carriera) e che tuteli chi dissente da queste direttive.
Altrimenti chi ha costruito il disastro non subira' alcuna conseguenza (male che vada avra' una pensione d'oro) e non ci sara' nessun incentivo ad agire diversamente per gli operatori delle altre banche.
Questo voleva essere il mio contributo.
L'Euro come moneta c'entra nulla, ma come Commissione Europea e Eurosistema (Vigilanza) pare di si'. Cosi' dissero Barbagallo (BdI) e Sforza Fogliani (P di Assopopolari) (http://www.yandex.ru/?win=192&clid=2136398 ).

Non sono d'accordo con il ragionamento di fondo, a me pare che sia preferibile responsabilizzare gli investitori piccoli e grandi che siano, dubito che CDA contasse poco e sinceramente non vedo come sia possibile ideare una norma che permetta ad un dipendente di non eseguire una mansione che arriva dai vertici, l' incentivo massimo per le banche dovrebbe essere se lavori male fallisci, sinceramente per quanto mi riguarda possono conitnuare a vendere subordinate a rendimenti ridicoli non era illegale prima e non lo è ora, l' importante è porre fine al Moral Hazard poi liberi di... La questione truffe si presenterà sempre in qualsiasi ambito dal concessionario al salumiere fino allo sportello bancario maggiori controlli le minimizzano una maggior cultura finanziaria le cancella...

Esatto

michele boldrin 6/1/2016 - 19:36

Se i membri dei CdA e dei collegi sindacali sono dei pirla, dei venduti, degli uomini di paglia ... cazzi loro.

Che finiscano in galera per aver fatto gli uomini di paglia per decenni permettendo alla dirigenza di truffare clienti, azionisti, sottoscrittori e così via! Scherziamo?

La logica che ispira i ragionamenti di giannip è, tipicamente, italiota: no savevo, no capivo, giero là per caso ea colpa xe tuta de chealtri.

Che paghino e che paghino duramente!

La prossima volta ci penseranno sopra prima di accettare di stare in un CdA, per amicizia politica, prendendosi gettoni di presenza in cambio del silenzio e dell'assenso comprato.

Capiamoci: se quanto giannip afferma è vero gli amministratori sono tanto delinquenti (oltre che omuncoli) dei dirigenti. Vanno puniti. Affari loro, poi, se vogliono rifarsi sui dirigenti le cui direttive hanno ciecamente obbedito in cambio di compensi e quieto vivere!

Strano che queste nozioni base debbano essere sempre rispiegate, in Italia. Ma l'idea che quando assumi un ruolo e ricevi un compenso ti assumi anche delle responsabilità è proprio così difficile da comprendere? 

senza polemica, mi limito a notare che non vi è mai stato un divieto espresso di legge a vendere azioni ed obbligazioni subordinate agli investitori retail, ma ciò non basterebbe ad assolvere chi ha seguito queste pratiche commerciali nei casi di specie. Non è solo questione di informazioni:  i dipendenti ed i promotori designati dalle quattro banche si saranno sicuramente preoccupati di fare sottoscrivere ai clienti tutta la modulistica del caso, ma dubito fortemente che gliene abbiano raccomandato l'attenta lettura prima di apporvi le firme.

La mia esperienza professionale di induce a pensare che gli abbiano semplicemente chiesto di firmare una serie di moduli stampati e precompilati, rassicurandoli sul fatto che si trattasse di mere formalità e senza spiegare quali rischi effettivi essi avrebbero affrontato e senza lasciare loro il tempo di esaminare quei moduli, riflettere sui loro contenuti e, eventualmente, chiedere chiarimenti.

Colpa dei clienti? Sì, secondo il senso comune; no, secondo lo spirito della normativa MiFID: difficilmente si potrebbe ravvisare in queste condotte un comportamento diretto alla cura dell'interesse dei clienti. Se così fosse stato, illegale non sarebbe stata vendere qualcosa che in sé non era vietato vendere, ma venderlo in un contesto nel quale i clienti non potevano avvalersi delle informazioni e della collaborazione dovuta dall'intermediario.    

Lo capisco pero' bisogna un attimino assumersi le proprie responasbilità, il cosiddetto moral hazard per me c'è anche verso quelle persone che hanno firmato 5 fogli che subiscono delle perdite e vogliono tornare indietro, hanno tutto il diritto di fare causa verso chi li ha truffati,  avranno anche firmato senza leggere l' informativa ecc. non lo metto in dubbio, ma qual' è il limite ? I contratti firmati hanno ancora un valore in questo paese o si puo' sempre tornare indietro sulla base dei rislutati ? Sinceramente è un po' la cultura di questo paese, i rischi sono di tutti i frutti invece... beh i frutti sono miei.  Trovo correttissimo che facciano casua a quelle persone che li hanno truffati probabilmente non riavranno mai indietro il proprio capitale e spero che chi ha sbagliato/truffato paghi esattamente come i clienti che pagheranno quella leggerezza/ eccesso di fiducia molto cara e la cosa mi dispiace sinceramente, ma spero che questa storia dia una bella lezione alla nazione intera, consapevole tuttavia che non sarà né la prima né l' ultima...