Titolo

Il governo rosso-brunato. IV

1 commento (espandi tutti)

L'articolo contiene molti spunti utili. Mi chiedo però se abbia senso considerare il moralismo cattolico come tratto culturale autonomo del governo rosso-brunato. A mio parere può essere completamente riassorbito in quello che Lei chiama Nazionalismo ideologico. Questo per due motivi:

1) l'idea che "il popolo è buono" e chi lo rappresenta fa parte della "stessa compagnia", e quindi siamo "amici" ecc. la vedo come una impostazione trasversale di tutti i cosiddetti movimenti dal basso, non come peculiare e propria del pensiero cattolico. Il rapporto "sentimentale" tra il leader e il gruppo di riferimento è una salsa che va bene con tutti i piatti, da sinistra a destra

2) il ritorno alla religiosità cattolica è un fatto di tradizione, non di fede. Nella narrativa di Salvini & co. la religione non va recuperata in quanto viene riplasmato un nuovo senso della, riscoperto il bisogno del divino ecc., ma semplicemente in quanto essa fa parte della nostra tradizione, e quindi va automaticamente difesa. è una specie di glorificazione del passato. Del resto anche il suo articolo non trascura la vicinanza tra religione ed identità, quando parla dell'ammirazione sproporzionata per ciò che è "locale" e "nostro".

(PS Tra i riferimenti culturali di questa esaltazione per tutto ciò che è locale-agricolo-religioso io ci vedo anche Heidegger. Può essere un suggerimento utile?)