Titolo

Il governo rosso-brunato. IV

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Tra i quattro “pilastri” elencati quello che mi convince di meno è il moralismo cattolico. Non già perché se ne possa negare l’esistenza ma perché, a mio parere, la sua intensità stia progressivamente scemando parallelamente alla perdita di presa della morale cattolica (come osservi giustamente sono due concetti diversi). Dovendo quindi ponderare o “pesare” il contributo di ogni “pilastro” relegherei il moralismo cattolico all’ultimo posto, in lizza per l’eliminazione. 

 

La mia critica/opinione è praticamente già contenuta nelle premesse della lettura medesima: “Forse essi sono solo dei simboli che rappresentano altro, ovvero il desiderio di sentirsi speciali e diversi e, certamente, "migliori". 

 

La mia (sicuramente traballante per miei limiti culturali) tesi è questa: molto di ciò che attribuiamo al moralismo cattolico altro non è che il riflesso di archetipi che sono addirittura pre esistenti al cattolicesimo stesso. Archetipi che avrebbero comunque una loro autonoma forza e presa sulle persone. 

 

Il raccogliersi della comunità intorno ad una figura paterna, la convinzione di avere una morale da difendere e diffondere, il localismo fiero ed esasperato, le liturgie cittadine da cui emana un valore identitario, ecc. sono proprio degli archetipi psicologici che sono stati sfruttati da tutte le religioni e da tutte le ideologie. Il canovaccio è sempre lo stesso (semmai in Italia certe istanze sono state amplificate da una storia di frazionamento politico dall’epoca dei comuni in poi).

 

D’altronde di questo moralismo cattolico si sarebbero persi altri tratti tratti distintivi, cioè il concetto di carità, di accoglienza dell’affamato, dell’assettato, dello sconfitto. Per queste brevissime riflessioni il quarto pilastro mi convince meno degli altri tre. 

 

 

 

 

 

 

Ecco!

Nereo Preto 18/9/2018 - 21:02

Questo passaggio:

Molto di ciò che attribuiamo al moralismo cattolico altro non è che il riflesso di archetipi che sono addirittura pre esistenti al cattolicesimo stesso. Archetipi che avrebbero comunque una loro autonoma forza e presa sulle persone

è in parte quello che cercavo di dire sopra, ma espresso in modo molto più chiaro.

Sto seguendo con molta attenzione questi post di Michele Boldrin. Mi sembra che si stia formando a puntate un (bel) libro di storia... speriamo che il finale abbia un semino di speranza.