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Il governo rosso-brunato. IV

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A mio avviso, il modello di Boldrin necessita di una integrazione e di una correzione importante.
L'integrazione serve a spiegare la peculiarità del caso italiano rispetto alle altre società permeate da una forte influenza cattolica, che non tutte sembrano evolvere verso la direzione che ha preso l'Italia (l'esempio più chiaro mi sembra la Spagna).
Trovo che la spiegazione qui sia la saldatura tra mc ed il sottofondo culturale "egualitario" della sinistra italiana: mi pare evidente che i due modelli culturali, dopo essersi brevemente (e, dal mio punto di vista, utilmente) contrapposti nell'immediato dopoguerra, abbiano iniziato a rispecchiarsi e cercare/trovare conferma e complicità intellettuale uno nell'altro. Da questo punto di vista, la peculiarità italiana potrebbe essere letta come effetto della saldatura tra mc e l'imponente lascito, in termini di elaborazione (e, soprattutto, di apparato) culturale dell'ex partito comunista più grande di Occidente.
Ultra-sintesi del fenomeno: dagli anni Settanta in poi, mentre il mondo cambiava a velocità impressionante e questo cambiamento avrebbe dovuto catturare energie e intelligenze come non mai, per effetto di questo perverso rimpallo il dibattito pubblico italiano è divenuto sempre più introverso, autoreferenziale, e dedito a coltivare l'irrilevante.
La correzione riguarda, invece, la "Weltanschauung" veicolata da mc, nella sua versione "integrata" (che da qui in poi chiamerò mc+).
Non mi pare affatto che il messaggio di fondo di mc+ possa tradursi nella istigazione a sentirsi "migliori" degli altri; mc+ non mi pare declinabile in direzione "sciovinista" (anzi, considero il latente complesso di inferiorità verso gli altri una componente essenziale del tipico provincialismo italiano).
Credo piuttosto che il vero concetto forte alla base di mc+ sia la penalizzazione dell'ambizione individuale, l'esortazione ad essere medi, la disapprovazione per la ricerca delle soddisfazioni e delle realizzazioni individuali, che vengono per lo più ricondotte ad un difetto di socializzazione. I "buoni" se ne stanno dentro il gregge, i "cattivi" fanno vita a sé ed è logico che, prima o poi, succeda loro qualcosa di brutto: questa mi pare la morale di fondo.
In questo senso, il modello mc+ non ha sostanzialmente anticorpi dentro la cultura nazionale.
Anzi, un anticorpo ci sarebbe, ma è troppo debole per avere effetto ed è precisamente rappresentato (so di dire una cosa impopolare su NfA ma - franchezza per franchezza - considero piuttosto sciocche molte delle considerazioni che girano qui in materia di liceo classico) dai, sempre più evanescenti, legami con le nostre radici classiche, greche e romane. Riaccostarci a quelle ci metterebbe sotto il naso un modello in cui l'ambizione individuale, il merito e persino (ove vi fosse) la grandezza del singolo non erano schifate, ma anzi elevate a virtù civiche. Ovviamente è un fenomeno che non si realizzerà mai, mancandone le più elementari condizioni storiche, ma personalmente (a meno di scossoni o tragedie che ci proiettino in una situazione simile ad un dopoguerra) non vedo nemmeno ragioni per prevedere che nell'immediato futuro potremmo lasciarci positivamente contagiare da culture del merito a noi più "contemporanee".