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La surreale vicenda della bancarotta delle banche

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Non conosco casi di imprenditori che pur di avere il fido (che probabilmente non ottenevano da altre banche per carenza di rating) hanno accettato il “ricatto”. Conosco il mio caso. L’azienda che amministro ha lavorato per anni con una “popolare” attualmente in acque agitate. I tentativi dei funzionari di vendere le azioni della loro banca sono stati periodici. Non ho mai aderito anche perché francamente non vedo il senso per un’azienda (manifatturiera) di investire in una banca. Il mantra era comunque sempre lo stesso: “la banca ha fiducia in voi e quindi è normale che la banca si aspetti che voi abbiate fiducia nella banca” (.…) Va detto che nel caso in questione il potere contrattuale della banca era nullo in quanto il nostro rating ci permetteva di spostare i fidi dove volevamo. L’ultimo tentativo l’ho subito quando ho chiesto di ridurre il tasso (iperbolico) della famosa “commissione di messa a disposizione fondi”:

“se porto in direzione la sua richiesta e vedono che non siete azionisti ho poche chance di ottenere qualcosa”

“lei deve capire che se la banca ha fiducia in voi …. bla bla bla….”

Ho chiuso il conto

In conclusione: non c’è stato nulla di illecito nel comportamento della banca, ma bisogna convenire che lo stile (eufemismo) non è dei migliori.