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La surreale vicenda della bancarotta delle banche

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Che possa seguire il risarcimento civile dopo una condanna per truffa in sede penale è sottinteso.
Ma questo lasciamolo stare.
Ci sono altre due possibilità per ottenere un risarcimento:
1. dimostrare in sede civile la non adeguata informazione ricevuta. Esistono precedenti condanne in questo senso a carico di intermediari, banche, e finanche dell'inps (per aver consigliato di accettare la mobilità ad un lavoratore che poi non ha raggiunto i requisiti per la pensione).
2. l'azione di responsabilità civilistica nei confronti degli amministratori.
Ed è in relazione al punto 2 che c'è un aspetto (che finora solo La Stampa mi pare abbia evidenziato) che merita attenzione.
Normalmente, l'assemblea può deliberare di agire in danno nei confronti degli amministratori (ripeto: non serve provare nessuna truffa, è un'azione puramente civilistica). Ma se la società fallisce, la legittimazione all'azione spetta al curatore. E se il curatore non ritiene di agire nei confronti degli amministratori? Non è un dramma, perché i creditori vengono (parzialmente) soddisfatti all'esito della procedura fallimentare.
Qui non c'è fallimento, ma non c'è neppure possibilità di agire, perché la decisione spetta ai commissari ed a BKI, in base ad una legge (rectius: decreto legislativo) di marzo. Il che verosimilmente potrebbe tradursi in una maggiore protezione degli amministratori rispetto ad una situazione "standard".
Che non mi sembra elemento da non tenere in considerazione nella complessiva vautazione della vicenda,

 il punto era se gli investitori truffati (ammettendo sia truffa) abbiano il diritto di rivalersi sullo stato per la mancata vigilanza. Il decreto impedisce se ho capito bene che si  citino in giudizio civile gli amministratori e le banche fallite (e quindi potrebbe essere un favore al padre della Boschi) - ma anche se lo facessero penso troverebbero poco. Sicuramente non 200-300 milioni per ripagare le obbligazioni 

Diritto a rivalersi sullo Stato, nessuno.
Ma qui c'è una limitazione della possibilità di rivalersi civilisticamente sugli amministratori. Cioè una limitazione alla possibilità di servirsi dell'azione giudiziaria che, in via generale, è congegnata ad hoc (art. 2394 del codice civile + legge fallimentare).
Non è che dovrebbero necessariamente vedersi rimborsate le obbligazioni, si tratterebbe nel caso di vedersi risarcire un danno, che può essere benissimo inferiore al valore delle obbligazioni detenute.
Ma che già sarebbe qualcosa.
Qual è il senso di questa regola (che, ripeto anche questo, non sta nel decreto di novembre ma già nel decreto legislativo di marzo) è qualcosa che vorrei capire per non dover concludere che è un favore fatto a questi amministratori.
Insomma, potrebbero anche non essere responsabili penalmente, ma esserlo civilisticamente (e questa è la regola generale per gli amm.ri) solo che stavolta questo non è vero se commissari e BKI non decidono loro che si deve andare in giudizio.
A me piacerebbe che questo il governo (va benissimo anche un tecnico di BKI) lo spiegasse.