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La surreale vicenda della bancarotta delle banche

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Mancava

sandro brusco 12/12/2015 - 22:14

Sono sicuro che è solo per mia mancanza, ma non avevo ancora trovato qualcuno che desse la colpa di questi fallimenti al turboliberismo.  Ci ha pensato Pippo Civati. In un post in cui ci spiega la differenza tra destra e sinistra se ne esce con:

E la crociata dei presepi?

E il turboliberismo degli stracci e truffaldino che è passato dai fratelli Lehman agli sportelli di Arezzo e di mezza Italia?

Ecchilleccà, il turboliberismo di Arezzo! O lumpenturboliberismo, seconda la nuova accezione. 

Bah, che delusione il Pippo però.

che il Pippo è un marziano a Milano (o dove diavolo si trova). Comportamenti simili di banchieri italiani, alcuni mafiosi, ma altri del tutto indenni da sospetti di mafiosità, si verificarono in Italia parecchi anni or sono, ben prima che si parlasse del "turboliberismo".

Vero

michele boldrin 13/12/2015 - 09:45

Imbarazzante quell'uomo, veramente. Condivido, Sandro.

A riprova che il buon Taddei (il quale, purtroppo, ora sta collezionando anche lui le sue figure barbine a difesa delle follie renziane) era l'elemento razionale del duo quando lavoravano assieme e che, perso Filippo, il Pippo lasciato a se stesso ha espresso quello che aveva dentro. Aria fritta.  

Purtroppo Pippo, almeno in politica economica, sembra ragionare come un rifondarolo qualunque, ossia mostrando un'ignoranza drammatica. Le ridicole idiozie sul turboliberismo di quelle che sono a tutti  gli effetti banche pubbliche ne sono un esempio.

Denota inoltre una certa confusione mentale. Ha deciso di appoggiare al comune di Roma Riccardo Magi, un radicale che propone di far fallire le aziende pubbliche (a coninciare dall'ATAC) e sostituirle con aziende private. Questo dopo aver celebrato come fosse una svolta epocale la vittoria del sì ai referendum sulla difesa delle municipalizzate dalla concorrenza. Pardon, i refendum sull'acqua pubblica.

Comunque, oh, è adulto e vaccinato. Buona fortuna a lui.

...ad analizzare le dichiarazioni dei politici (compreso il buon Pippo, che io gli voglio tanto bene, eh) sulla base di criteri desueti come la coerenza, la preparazione, i consiglieri che hanno a disposizione.
Civati, se dice più bestialità di prima, non è certo perché gli manca un Taddei a fianco. Sono tutte, solo questioni di:
1. Posizionamento politico
2. Bisogno tattico di contraddire X o Y

Non è che Civati pensa come un rifondarolo... semplicemente, dopo il fallimento del suo tentativo alla scalata del Pd, lo spazio che gli si è liberato (lui ritiene, o spera) è quello a sinistra... e che deve fare? Là si infila.

anche se, insomma, un po' (non tanto, un po') di coerenza e profondità di analisi aiuta se vuoi costruire un progetto di medio e lungo periodo.  Comunque, ripeto, è adulto e vaccinato. Vediamo che fine fa.