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La surreale vicenda della bancarotta delle banche

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dubbi leciti

dragonfly 12/12/2015 - 13:55

puoi fare riferimento a questo link, pescato da sandro brusco

http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2015/11/26/ora-che-le-4-banche-sono...

non è chiarissimo ed è attento più agli aspetti economici che al diritto.

...commissariata in due parti: la "salvata", a cui vengono attribuiti i crediti (depositi e patrimonio) e gli impiegati, e la "bad bank" a cui vengono accollati i debiti (le obbligazioni), destinata a fallire.

no, qua mancano gli attivi etc

io l'ho capita così: un fallimento bancario"normale"  comporta la partecipazione   di tutti i correntisti, e per qualunque importo, alla coorte urlante dei creditori, perchè i depositi in conto  sono obbligazioni come le altre, solo rimborsabili a vista. la procedura, con tempi biblici,  stabilirà come dividere fra loro i magri resti ma, per la natura stessa dell'impresa bancaria il cui cespite principale è la fiducia, non rimarrebbe mai nulla per nessuno.

per questo motivo sono nati da tempo un po' dappertutto i consorzi interbancari di assicurazione dei depositi, con il limite dei 100000 euro in italia. soprattutto, la prassi era completamente diversa: la moral suasion della banca d'Italia faceva sempre spuntare o  un acquirente priima del fallimento, oppure la procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa consentiva di ripagare i correntisti in toto, entro poche settimane. da cui il mantra che i "contincorrenti sono assolutamnte sicuri".

la crisi del 2008 ha sconvolto ogni genere di certezza, da cui il ricorso ad enormi bail-out statali (tranne che in Italia): per il rischio reale del collasso sistemico, primum vivere etc... questi bail-out sono, oltre che costosi per il contribuente innocente, gravemenente distorsivi della concorrenza, premiando i peggiori. da cui la nuova norma del bail-in.

questa norma prevede che d'imperio vengano azzerati il capitale sociale, cioè le azioni, e buona parte dei debiti, cioè tutte le obbligazioni e quindi anche i c/c per la parte non assicurata, senza passare per il fallimento, mantenedo la continuità aziendale, business as usual, e il valore fondamentale dell'avviamento. così ripulita, dovrebbe trovare facilmente acquirenti interessati.

la fretta del governo è stata determinata dalla nostra grande e peculiare esposizione bancaria verso gli obbligazionisti, per cui il loro totale sacrificio sarebbe stato ancora troppo impattante. si è salvato allora il debito senior, oltre ai correntisti. mettendo una pezza qui e là, cioè garanzie statali sugli attivi in sofferenza, la cdp etc,  si spera che basti.

 la strima d'ufficio  dei crediti in  sofferenza è cosa delicata, il mercato sarebbe mille volte meglio. nell'articolo citato è stata ritenuta alta, a me sembra anche troppo bassa... vedremo.