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La surreale vicenda della bancarotta delle banche

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Domande

Guido Cacciari 12/12/2015 - 10:25

Veramente la situazione mi sembra un po' più complessa.

Ciò che dubito è la liceità del decreto del governo "salvabanche" che se ben capisco divide ogni banca commissariata in due parti: la "salvata", a cui vengono attribuiti i crediti (depositi e patrimonio) e gli impiegati, e la "bad bank" a cui vengono accollati i debiti (le obbligazioni), destinata a fallire.

Non era questo il contratto sottoscritto dagli obbligazionisti. Anche se "subordinati" essi avrebbero dovuto essere pagati fino al fallimento della banca "intera". Non della sola sua parte "cattiva". A me sembra una truffa di stato. Ma forse ho capito male...

L'altro aspetto oscuro è quello dei "paletti" della BCE all'accesso al fondo interbancario per il soccorso dei correntisti di banche fallite. Ovviamente, se la banche non falliscono (salvate) o se non ci sono correntisti (bad banks) non ha senso chiederne il soccorso. Quale sarebbe l'accusa?

Lo so, non sono sufficientemente informato. Ma visto che voi lo siete di più...

dubbi leciti

dragonfly 12/12/2015 - 13:55

puoi fare riferimento a questo link, pescato da sandro brusco

http://www.econopoly.ilsole24ore.com/2015/11/26/ora-che-le-4-banche-sono...

non è chiarissimo ed è attento più agli aspetti economici che al diritto.

...commissariata in due parti: la "salvata", a cui vengono attribuiti i crediti (depositi e patrimonio) e gli impiegati, e la "bad bank" a cui vengono accollati i debiti (le obbligazioni), destinata a fallire.

no, qua mancano gli attivi etc

io l'ho capita così: un fallimento bancario"normale"  comporta la partecipazione   di tutti i correntisti, e per qualunque importo, alla coorte urlante dei creditori, perchè i depositi in conto  sono obbligazioni come le altre, solo rimborsabili a vista. la procedura, con tempi biblici,  stabilirà come dividere fra loro i magri resti ma, per la natura stessa dell'impresa bancaria il cui cespite principale è la fiducia, non rimarrebbe mai nulla per nessuno.

per questo motivo sono nati da tempo un po' dappertutto i consorzi interbancari di assicurazione dei depositi, con il limite dei 100000 euro in italia. soprattutto, la prassi era completamente diversa: la moral suasion della banca d'Italia faceva sempre spuntare o  un acquirente priima del fallimento, oppure la procedura speciale di liquidazione coatta amministrativa consentiva di ripagare i correntisti in toto, entro poche settimane. da cui il mantra che i "contincorrenti sono assolutamnte sicuri".

la crisi del 2008 ha sconvolto ogni genere di certezza, da cui il ricorso ad enormi bail-out statali (tranne che in Italia): per il rischio reale del collasso sistemico, primum vivere etc... questi bail-out sono, oltre che costosi per il contribuente innocente, gravemenente distorsivi della concorrenza, premiando i peggiori. da cui la nuova norma del bail-in.

questa norma prevede che d'imperio vengano azzerati il capitale sociale, cioè le azioni, e buona parte dei debiti, cioè tutte le obbligazioni e quindi anche i c/c per la parte non assicurata, senza passare per il fallimento, mantenedo la continuità aziendale, business as usual, e il valore fondamentale dell'avviamento. così ripulita, dovrebbe trovare facilmente acquirenti interessati.

la fretta del governo è stata determinata dalla nostra grande e peculiare esposizione bancaria verso gli obbligazionisti, per cui il loro totale sacrificio sarebbe stato ancora troppo impattante. si è salvato allora il debito senior, oltre ai correntisti. mettendo una pezza qui e là, cioè garanzie statali sugli attivi in sofferenza, la cdp etc,  si spera che basti.

 la strima d'ufficio  dei crediti in  sofferenza è cosa delicata, il mercato sarebbe mille volte meglio. nell'articolo citato è stata ritenuta alta, a me sembra anche troppo bassa... vedremo.