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Eurabia e Società Aperta

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E le mie critiche erano solo un modesto tentativo di fornire un piccolo contributo.

Condivido quasi perfettamente la sua tesi, come qui la riassume.
La battaglia culturale che si profila (e che non si può non combattere, né più rimandare) va combattuta nel nome di quei Valori che Lei chiama della "società aperta", non di quelli "giudaico-cristiani" che non formano più l'idem sentire della civiltà occidentale da qualche secolo ormai.

Ai fondamentalisti si contrapponga il Laicismo, scrive Lei. E sei ore di discussione su cosa è.
Ecco: io preferirei dire il Modernismo, e dodici ore di discussione su cosa è.
Qui accenno solo al fatto che è un insieme un poco più vasto, che contiene anche il Laicismo, ma abbraccia anche altri concetti tra cui diritti umani, libertà fondamentali, razionalismo, diritto di critica, etica del lavoro e la concezione di Persona indicata da Palma; concetti che col Laicismo in senso stretto sono correlati solo debolmente.

Per questo scopo - per affilare le armi e serrare i ranghi in vista di questa battaglia culturale - credo sarebbe utile prima una schiarita di idee tra di noi, che riparta dal mai concluso dibattito sulla Modernità.

Concordo, forse "laicità" è un termine stretto, se vogliamo, essa è un sottoinsieme proprio della "Modernità". Nei prossimi giorni rileggo Alain Finkielkraut, Noi i moderni, per vedere se mi viene in mente qualche cosa di utile ...

Alain Finkielkraut. Ho spulciato un poco in rete, lo trovo assai interessante. E' interessante anche che sia francese: la Modernità è collegata alla Francia da un lungo filo, che parte da Pascal, Descartes e Montaigne, si incarna in Voltaire, attraversa la grande Rivoluzione ed arriva fino ai fatti di Parigi di oggi.
Anche tra i contemporanei, a parte alcuni importanti contributi della scuola di Francoforte, quelli che con più si sono concetrati sul tema sono Francesi.

Grazie per l'imbeccata quindi. Ho appena ordinato questo libro via Amazon e me lo leggerò sotto le feste di Natale.
Mi perdonerà Max Scheler, che mi guarda torvo, con sguardo di biasimo, dalla copertina del suo tomo bilingue "Il formalismo nell'Etica e l'Etica Materiale dei Valori", ma dovrà aspettare ancora un po'.
E sarà più contenta mia moglie.

Buone Feste