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Eurabia e Società Aperta

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io non ancora capito quale sia l''altra strada'. Idee pratiche? Cioè non giaculatorie alla Laura Boldrini o vaghezze tipo 'bisogna  favorire l'affermazione degli islamici moderati' etc.

Negli anni '60, nonostante le mie idee marxiste di allora, non mi convincevano le tesi dei vari Paul Baran e Andre Gunder Frank sulla trappola del sottosviluppo, allora prevalenti, almeno in Italia, e sostanzialmente confutate quarant'anni dopo dallo sviluppo dei paesi emergenti.

La tesi della trappola religiosa dei paesi arabi mi sembra pure poco affidabile come base di una previsione nel lungo periodo, o comunque non abbastanza da consentirci di optare per l'intervento militare, che dovrebbe essere massiccio e anche sul terreno, per non essere controproducente. In una situazione i cui sviluppi a lungo termine sono incerti, una strategia a lungo termine molto costosa, dall'esito incerto e ad alto rischio di peggiorare le cose, non sembra saggia. Potrebbe essere meglio lasciarli cuocere nel loro brodo, limitandosi a proteggersi per bene a casa proprio. E continuare a commerciare, fare affari e prendere con discernimento i loro immigrati, fidando negli effetti culturali del mercato e di Internet, e nella tendenza delle donne all'emancipazione.

Non male comunque se intanto Papa e Imam dialogano fra loro, o chiunque altro dei due campi trovi il modo di farlo. Alla lunga chissà.

E continuare a commerciare, fare affari e prendere con discernimento i loro immigrati, fidando negli effetti culturali del mercato e di Internet, e nella tendenza delle donne all'emancipazione.

Nella sostanza mi sembra corretto. Ma se c'è una cosa su cui si dovrebbe lavorare, è favorire lo sviluppo della società civile in quella zona del mondo.  Non è certamente un caso se l'unico paese dove le "primavere arabe" hanno sortito effetti nel complesso positivi è stato la Tunisia, da dove si sono originate.

In particolare, si parla spesso della possibilità di un "islam moderato", ma questa caratterizzazione potrebbe trarre in inganno, poiché ciò che conta in prospettiva non è affatto il fervore religioso o la sua mancanza: in molti paesi esistono religioni per svariati aspetti "estreme", ma egregiamente compatibili con quell'idea di società aperta e fondata sui diritti che per sua natura sembra favorire lo sviluppo economico.  (Si può pensare ad alcune denominazioni protestanti, agli ortodossi in Israele o al buddismo "della terra pura" in Giappone; ma anche qui in Italia i cattolici tradizionalisti e sedevacanti non sono che l'espressione nostrana dello stesso fenomeno...) L'islam "quietista", apolitico e non teocratico ma che dal punto di vista strettamente religioso/culturale è tutt'altro che "laico" o "moderato", potrebbe facilmente evolvere nella stessa direzione, e conquistarsi così nuovi aderenti grazie ai ben minori contrasti con un ambiente più "aperto".

A me pare che gia' il fatto di evitare di fare cazzate sarebbe un grande passo avanti.

Bisognerebbe ricordare che i Talebani son stati creati in funzione antisovietica (e questa non e' dietrologia: https://www.youtube.com/watch?v=X2CE0fyz4ys ), Saddam Hussein e' stato armato dall'occidente per rompere il cazzo a Khomeini, e Daesh si e' affermato grazie alla geniale campagna "war on terror" di GWB.

Credo che il fatto che proprio il mondo arabo sia stato spinto in questa situazione di "bad equilibrium" non sia conseguenza di una differenza "genetica", ma piuttosto l'effetto 50 anni di politiche post-coloniali e guerre per procura in un'area di grandissima importanza geostrategica.

Mi rendo conto di non aver proposto nessuna soluzione concreta, ma sono convinto che la prima cosa da fare per risolvere un problema sia impostarlo correttamente.

che (rispettivamente) hanno invaso l'Afghanistan (1979) ed ha detronizzato lo Scià (1977), nella totale inazione USA (presidenza Carter) e fra gli applausi della sinistra (compresi i miei - ero giovane ed ingenuo allora). Meglio l'impero ottomano, allora? Ma ha distrutto l'impero bizantino... e allora le crociate? Si ma erano una reazione all'aggressione islamica e meno male che a Poitiers Carlo Martello..... Etc etc.

Per favore, evitiamo di cercare precedenti storici a senso unico (per non dire a cazzo)

Be', se vogliamo Khomeini e' stata la reazione al colpo di stato del 1953 (sponsorizzato da USA+UK come noto - molti documenti al riguardo sono ormai desecretati :)

Intendiamoci:  in medioriente -prima e dopo la fine della guerra fredda-  si sono succedute una miriade di guerre (ad intensita' piu' o meno alta). L'occidente non e' stato l'unico attore in questo teatrino, ma non possiamo dire che sia stato un "fair player". E quando cantano i kalashnikov la democrazia e' un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro, c'e' poco da stupirsi.

Io credo che rovesciare Saddam Hussein sia stata una mossa maldestra (= una cazzata) che ha contribuito a destabilizzare tutta l'area, ed in ultima analisi ha lasciato campo libero a  Daesh. 

Da questo punto di vista il commento migliore che ho letto e' quello di Fabio Scacciavillani
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/29/petrolio-e-medio-oriente-il-gioco-delle-perle-di-vetro-sta-finendo/2259556/
Nota: l'articolo di Fabio era apparso ad ottobre sul FQ (prima del Bataclan -per intenderci) ed e' stato ripubblicato online a fine novembre. Io credo che le stragi di Parigi possano essere lette come un tentativo di Daesh di guadagnare popolarita' in un momento difficile.