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Eurabia e Società Aperta

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E così l’uomo condividerebbe  una “struttura del pensiero” che, almeno in campo etico, lo fa tendere alla regola aurea. Era la tesi dello psicologo svizzero Jean Piaget: la morale, nel suo progresso graduale, tenderebbe a liberarsi dal concetto d’ “impurità” per concentrarsi solo su quello di “danno”: non esiste il male senza il danno all’altro, non esistono crimini senza vittime.

Una tesi che sembra saltata in aria da tempo. Solo per stare ai lavori più recenti lo psicologo evoluzionista Jonathan Haidt l’ha particolarmente presa di mira: disgusto e impurità sono centrali e onnipresenti nei nostri giudizi etici.

 

Una volta ridimensionata la tesi di Piaget (che Boudon prende per buona) tutto il resto traballa.

Tendere verso la regola aurea puo' essere vero ma non per tutti. Siamo diversi (per fortuna) e quindi qualcuno "non tende". Da quello che ho appreso leggendo diverse monografie sulla teoria dei giochi (pur di carattere essenzialmente divulgativo) la cosa non mi sorprende affatto. Le strategie pure (e come tali definirei sia le prescrizioni del comandamenti sia le indicazioni ragionate della regola aurea e simili) non sono adatte (ottimali) per le situazioni a somma maggiore di zero.

Teoria a parte, una verifica sul campo è stata fatta con competizioni round robin in cui tutte le strategie pure o miste note sono state messe in competizione tra loro. Pur precisando che molto  dipende dal valore dei payoff, alla fine risultano migliori (come somma dei punteggi totali) situazioni in cui ogni tanto qualcuno infrange la regola "pura" ed inserisce random comportamenti che la maggioranza considera deleteri (tira la fregatura, ruba, oppure perdona).
Normale quindi che si finiscano per seguire strategie miste dove gran parte della popolazione segue comamdamenti e/o prescrizioni auree e poi chieda sanzioni severe (disgusto e moralismo) per chi non le rispetta se non addirittura la legge del taglione.

Anche qui ci sono due varianti. Per chi segue prevalentemente regole auree pare che l'ottimalità si manifesti quando alcuni elementi non rispettano le regole comuni e tirano la fregatura. Per chi segue prevalentemente la legge del taglione pare che l'ottimalità si ottenga se ogni tanto si introducono comportamenti tesi a perdonare. Sono a quanto pare due equilibri di Nash diversi. Il mondo occidentale cristiano e quello islamico seguono strategie diverse, cosa normale per modi lontani e relativamente isolati. Molto mista la nostra (e alcuni si lamentano del buonismo eccessivo e della mancanza di valori) e molto rigida e fissa la loro, pur con notevoli diversificazioni locali. Quando mondi così diversi entano in contatto è normale che ognuno tema che la propria normalità (il proprio equilibrio) venga sovvertito.