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Eurabia e Società Aperta

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* a proposito delle restrizioni

Direi: quando questo 'relativismo' diventa un problema sociale. Ma anche qui, dipende: dal punto di vista democratico, è diritto di una minoranza divenire maggioranza, e sulla base di questa facoltà democratica imporre la propria volontà. Ma c'è un problema: affinché quel genere di minoranza cresca numericamente è implicito che sia legittimata la possibilità di scardinare il nostro sistema liberale e il nostro diritto.

Delle due, la terza: che la nostra società possa, potenzialmente e serenamente fagocitare sé stessa e risvegliarsi beata sotto l'egida di Maometto, non ci deve né attirare né incuriosire. Non ci deve interessare qualsiasi forma di relativismo alternativo al nostro, per quanto qualitativamente equivalente (in quanto relativismo, non certo dal nostro punto di vista). Questo perché il nostro stato sociale è sacro.

...E INVECE NO. Se lo fosse, la costituzione sarebbe intoccabile (lo è, si, ma solo provvisoriamente a causa di/grazie a flebili resistenze). E che dire di quella sopra citata 'certezza del diritto'? Il nostro punto debole è che di sacro non abbiamo proprio un bel niente: sulla base di cosa limitare il proliferare dell'azione di una minoranza, se questa minoranza (e quindi maggioranza) è parte stessa del diritto di esistere e di modificare la realtà delle cose? Un conto è l'apologia del fascismo, che ha connotazioni ben definite (e direi, macchiettistiche), ma come ben vediamo, basta vestirsi di rosso o di verde perché fascisti non si appaia più, pur perpetuando le stesse cause. Ma non solo: il fascismo è reato perché storicamente tragico e definito (e pure esteticamente limitato...). Ma il velo? In altre parole, la mutabilità di una società è appannaggio del popolo, ma in senso proprio viscerale non (solo) normativo.

Detto questo, o ci abbandoniamo all'idea che la libertà è un valore superiore ai nostri 'valori', al nostro 'benessere', comunque vadano le cose (per principio) oppure è il caso che si agisca preventivamente limitando tali libertà, sulla base di non si sa quali criteri. L'unica speranza è che la cultura occidentale - e quando dico speranza è perché ne sono affezionato, non per oggettiva superiorità morale, come scritto nell'articolo - sappia fornire delle certezze che siano all'altezza delle altre culture.

Aggiungo una cosa sul tema aborto, dibattuto in più punti tra i commenti: E' la stessa identica questione, fatta metafora.