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Eurabia e Società Aperta

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Qui mi sembra opportuno ribadire deve essere quanto stabilito dalla legge. Guidare l'auto col burka (ma è fantascienza), dare degli esami  o presentarsi agli uffici per chiedere documenti col burka è contrario alla legge, quindi va proibito, almeno in quelle occasioni.

Mi appello alla legge non per evadere il problema, ma perché mi sembra veramente l'unico modo sensato di gestire comportamenti culturali e religiosi differenti. Tanto per restare in tema, i musulmani (o mussulmani)  possono avere più mogli, ma noi gliene riconosciamo una (alla volta).

Se lo stato è laico, democratico, se la legge è in qualche modo il compromesso migliore che l'intelligenza collettiva riesce a elaborare per assicurare la convivenza a religioni e culture diverse,  l'osservanza della legge è l'unico criterio da adottare.

Lo stesso vale anche per l'aborto, di sui si parla più sotto. Qui, ovviamente ci si scontra col mistero della vita e della morte. Nasce la vita quando ci sono due cellule fecondate? Quando l'essere è autocosciente? Quando è lecito interrompere una vita potenziale? Il meglio che noi siamo riusciti a fare è considerare la vita formata dopo tre mesi. Dal punto di vista biologico una cosa ridicola, io la vedo come una convenzione legale, un compromesso temporaneo in attesa di chiarire meglio le cose, o di rendere supeflua l'operazione. Intanto, l'aborto non è un obbligo, ma una scelta.

La legge cambia...

Jo 9/12/2015 - 20:58

La legge cambia...

come detto sopra, la vita è "nata" miliardi di anni fa. Ora altro non fa che trasmettersi, riprodursi. A noi non importa quando nasce una vita (biologicamente parlando la domanda è priva di senso) ma solo quando "nascono" diritti individuali che noi associamo a singoli esseri umani viventi. Non cercate alibi o scuse nelle pieghe della biologia. Risolvete il dilemma all'interno del sistema giuridico.