Titolo

La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale

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Le cose che dici sono apodittiche, inesatte, generiche, e, scusa, un pò retoriche.

Per esempio, sui giri fra medico di famiglia e specialista, non è prorpio vero. Ci sarà qualche medico stronzo, ma per esempio lo specialista è tenuto a prescrivere le prestazioni che gli servono a completare la sua consulenza.

Sulle liste di attesa il discorso è molto complesso, bisogna vedere di ceh prestazioni stiamo parlando, se si tratta di prima visita o controllo, etc. etc.

Sulle relazioni pubblico privato, beh, vadio a vedere cosa avevi obiettato

Rispetto le tue opinioni, ma sono testimone diretto di quanto suddescritto, per una semplice risonanza ad una spalla, nel mese di Novemnbre scorso. Gli esempi da me vissuti sono però innumerevoli.

Respingo perciò l'accusa di "apodittico" ed "inesatto". Per quanto riguarda il "generico", può darsi. Ma lo è l'argomento stesso.

Per quanto concerne il "retorico", mi sembra invece di proporre (qui, commento "premesse discutibili") una soluzione veramente originale. Diversa dai sistemi Beveridge (Inglese), Bismark (tedesco), NHI (canadese) e varianti.

E mi sembra allineato con l'approccio di Michele Boldrin sullo "Stato che fa cose diverse dalle sue", per lo meno per quello che gli sentii dire in una discussione in TV sullo "stato professore".