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La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale

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Il vero problema è che il sistema sanitario nazionale non è in grado di fornire prestazioni anche banali. Servizi diagnostici per cui sono previsti anni di attesa.Per non parlare di interventi e terapie. Per non parlare dei giri inutili tra medico di base, specialista convenzionato (ma di tipo "interno", se no bisogna rifare il giro), ritorno al base, secondo specialista, terzo base, tentativo di prenotazione fino allo stop definitivo con lista chiusa. Una presa in giro.

Dopodiché, bisogna rivolgersi a quello privato, che però ha costi inaccessibili ed è inaffidabile.

Perché? Per il duplice motivo che il poco mercato privato è drogato dalla collusione col sistema pubblico e perché lo Stato non fa il suo mestiere di sorvegliante (dovrebbe sorvegliare in primis se stesso. Il ché è impossibile).

E se in Italia non ci si può curare per via dei tempi di attesa, quale sarebbe la soluzione di questo post? Il numero chiuso dei medici. Oppure: la riclassificazione dei titoli professionali. Oppure: "la punizione" dei malati perché sicuramente hanno condotto uno stile di vita inadeguato.

Complimenti. Mi sembra l'approccio seguito ad Auschwitz.

Oppure: il mio commento conclusivo ("Premesse discutibili") al precedente post di Piergentili.

Le cose che dici sono apodittiche, inesatte, generiche, e, scusa, un pò retoriche.

Per esempio, sui giri fra medico di famiglia e specialista, non è prorpio vero. Ci sarà qualche medico stronzo, ma per esempio lo specialista è tenuto a prescrivere le prestazioni che gli servono a completare la sua consulenza.

Sulle liste di attesa il discorso è molto complesso, bisogna vedere di ceh prestazioni stiamo parlando, se si tratta di prima visita o controllo, etc. etc.

Sulle relazioni pubblico privato, beh, vadio a vedere cosa avevi obiettato

Rispetto le tue opinioni, ma sono testimone diretto di quanto suddescritto, per una semplice risonanza ad una spalla, nel mese di Novemnbre scorso. Gli esempi da me vissuti sono però innumerevoli.

Respingo perciò l'accusa di "apodittico" ed "inesatto". Per quanto riguarda il "generico", può darsi. Ma lo è l'argomento stesso.

Per quanto concerne il "retorico", mi sembra invece di proporre (qui, commento "premesse discutibili") una soluzione veramente originale. Diversa dai sistemi Beveridge (Inglese), Bismark (tedesco), NHI (canadese) e varianti.

E mi sembra allineato con l'approccio di Michele Boldrin sullo "Stato che fa cose diverse dalle sue", per lo meno per quello che gli sentii dire in una discussione in TV sullo "stato professore".