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La sostenibilità del Servizio sanitario nazionale

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Qualche settimana fa il wsj(mi pare) ha fatto una comparazione tra il costo dei farmaci negli USA a confronto con alcuni paesi europei come Norvegia e UK, il costo dei fermaci era sensibilmente più elevato negli Stati Uniti.

In Norvegia il prezzo dei farmaci viene fissato superiormente  guardando i prezzi dei 9 paesi vicini e facendo la media dei 3 più bassi essendo l' unico grande buyer il potere contrattuale del governo è molto più forte rispetto agli Usa e questo spinge le aziende a cedere molto lato prezzo, consapevoli del fatto che un farmaco non coperto dal sistema sanitario norvegese non avrebbe alcun mercato in norvegia e similmente in altri paesi con sistemi  sanitari analoghi, in altre parole se fossi pfizer e dovessi immettere nel solo sul mercato norvegese un farmaco vorrei solo che fosse coperto dal sistema sanitario, altrimenti sarebbe inutile solo pensare di svilupparlo. Mi chiedo quindi se ha senso la tesi secondo cui la maggiarparte dei costi di R&D vengano scaricati sui consumatori americani e noi europei ne cogliamo semplicemente i frutti grazie ad un maggior potere contattuale ? E' un qualcosa che senso secondo voi ? se non ci fosse la spesa sanitaria americana la ricerca di nuovi farmaci funzionerebbe ugualmente ?  Il tizio in UK che compra un farmaco a 300$ lo fa perchè c'è un tizio dall' altra parte dell' oceano che paga lo stesso farmaco 900$ ?

Non esistono farmaci sviluppati solo per la Norvegia. Il mercato di BigPharma è globale, e loro fanno i conti su revenue calcolate globalmente. Non solo, Big Pharma non calcola i prezzi in base ai costi sostenuti, ma, come accennzavo nel post, in base a parametri molto complicati come il costo di trattamenti alternativi, la presenza o meno di farmaci competitor, etc. Il prezzo è più alto in USA non perchè li si recuperano i costi di sviluppo, ma per la struttura i quell mercato. La Norvegia ha certamente più potere contrattuale, ma fino ad un certo punto. Big Pharma potrebbe benissimo fare a meno di vendere in Norvegia, bisogna vedere se i norvegesi possono fare a meno di quel farmaco. Per esempio una gara della Toscana per acquistare il sofosbuvir (epatite C) per i toscani è andata deserta perchè Gilead Science ha ritenuto non conveniente il prezzo base. Sto preparando un post su questo, se piacerà ai magnifici sette fra un paio di settimane dovrebbe essere pronto

Beh ovviamente si è globale e certamente la dinamica del mercato USA è sicuramente il driver principale dei prezzi come illustrato nel suo post precedente, volevo capire se ciò che scriveva wsj era un fattore che si poteva considerare  o una caxxata del lobbista di turno, Il mio era un ragionamento della serie il modello è "norvegese" ma anche UK ecc. Funziona a livello globale ? Cioè se togliamo la maggior spesa USA dal mercato che succede a profitti( mediamente elevati) e farmaci delle big pharma ? E ai prezzi in UE ?... È vero che la Big Pharma puó evitare di vendere il farmaco peró mi chiedo a che pro,  immaginando che il costo di produzione di un farmaco incide poco rispetto al suo prezzo(non sempre vero) se appunto il mercato è globale preferirei alzare il prezzo a New York  che non vendere  totalmente il mio farmaco a Londra...  Mi pare di capire peró che la questione è molto piú complessa io ho inoltre completamente tralasciato il discorso efficacia del farmaco ecc. saró bene felice di leggere il suo prossimo articolo sempre che ottenga il nulla osta dai saggi ;-)

e mi risulta che sia lì che Big Pharma calibra i suoi prezzi. Poi mettono in conto sconti per i Paesi europei o quelli non industrializzati. Il costo di produzione è in genere assolutamente irrisorio, quello che incide semmai sono R&S e marketing. Ma sui nuovi farmaci, specie in monopolio, neppure questi, credimi

Ovvio. E' la logica conseguenza di un sistema basato su sistemi assicurativi.

Paga l'assicurazione? Alllora raddoppiamo la tariffa.

ESEMPIO:

Un ospedale USA mi propose una tariffa dimezzata per una prestazione che la mia assicurazione aziendale (USA) non copriva.

CONCLUSIONE:

Sia i sistemi sanitari basati sulle assicurazioni, che quelli basati sullo "stato dottore" si trasformano presto in cacca. Così come quelli basati su monopoli, o in generale su mercati privi di sorveglianza. L'Autorità Pubblica dovrebbe fare il suo mestiere (sorvegliare il mercato ed aiutare con prestiti d'onore i più deboli).
Il mercato privato il suo: concorrere per rendere il servizio migliore e più conveniente.
Se non lo facesse, significherebbe che l'Autorità Pubblica non difende né la libertà del mercato né la disponibilità di informazioni sullo stesso, né reprime le truffe e gli abusi.

A ognuno il suo mestiere!