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Fenomenologia del regalo populista

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 Non ho mai detto di volere l’università gratuita, ma solo di essere totalmente contrario ad aumentare le attuali tasse. Brutta cosa criticare l’interlocutore per ciò che non ha detto.

Le ragioni della mia posizione sono le seguenti.

1) L’Italia è il paese europeo, dopo l’Olanda e pochi altri, con le tasse più alte e i benefits più bassi. In Inghilterra le tasse sono più alte ma, dal 2012, è abbastanza facile ottenere prestiti che si pagano dopo la fine degli studi e dopo che si ha un lavoro.

2) Questa situazione fa sì che da qualche anno i nostri studenti più bravi lascino l’Italia dopo la laurea triennale e vadano all’estero per la laurea specialistica. Studiare lì, fra tasse molto più basse o inesistenti e facilitazioni per studenti alla fine conviene. Stiamo regalando agli altri paesi la nostra classe dirigente migliore. Il fenomeno è diffuso in tutta Italia e preoccupa molto la governance delle università (di cui io, se non altro data l’età) attualmente faccio parte. La ragione non sta nella qualità degli studi che, come tutti sanno, in Italia è mediamente più alta che negli altri paesi. Tanto è vero che i nostri studenti della triennale superano agevolmente tutti gli esami di entrata in questi paesi. E’ invece vero che, oltre alla convenienza economica, un’altra fonte di attrazione sono le maggiori possibilità di carriera nella ricerca post laurea e nel mondo della tecnologia e dell’innovazione. Ma questo meriterebbe un’ altra discussione.

3) Non sembra esistere nessuna correlazione positiva fra i paesi dove l’Università è completamente gratutita (Svezia, Finlandia, Danimarca, Germania, Norvegia) o dove le tasse sono molto più basse che in Italia (Svizzera e tutti i grandi paesi UE) e la qualità del sistema universitario. Anzi, i sistemi dove le tasse non ci sono e gli studenti sono addirittura pagati sono quelli dove la selezione dei docenti e ricercatori è più dura e la qualità e migliore. Voglio proprio vedere chi è in grado di elaborare un modello dove assenza di tasse e inefficienza sono in relazione di causa-effetto e i dati sperimentali mostrano una anticorrelazione tra i due fenomeni.

4) La filosofia sottostante alla gestione del sistema universitario a spese della comunità è quella di considerare una buona università come un patrimonio pubblico e la diffusione dell’istruzione di elevato livello un bene per tutte le classi sociali. Utilizzare il sistema universitario per redistribuire il reddito, in alternativa ad altri metodi, è considerato da questi paesi una cazzata liberista.

Punto 2)

Francesco Forti 29/11/2015 - 10:29

sul punto 2) mi pare che questo fatto di fare il master all'estero, da parte degli studenti piu' bravi, sia prassi comune anche nelle migliori università e politecnici esteri. Ho sotto mano il  caso di uno studente al politecnico di Losanna (CH) che fatto il Bacelor è stato indirizzato dal professore a fare il lavoro di Master in Olanda, dove c'è la piu' grande concentrazione di aziende tecnologiche (polo tecnologico di Eindhoven).  Vero che nominalmente è rimasto legato a EPFL ma di fatto è stato in Olanda a lungo. E devo dire che questa prassi mi pare enormemente positiva sia per gli studenti sia per l'università stessa.  Devo dire che tornando ai 500€, in Svizzera uno studente univesitario che necessita di aiuto economico riceve annualmente un importo (sussidio) che arriva fino a 13'000€, tra vitto ed alloggio e che uno studente ad uno dei due politecnici (losanna e Zurigo) costa in media sui 90'000 euro al sistema pubblico. Ogni anno. Questo a fronte di tasse universitarie annuali di circa 1'100€ e quasi nessun costo di materiale librario (quasi tutte dispense). Diciamo che se ci fossero soldi da spendere per istruzione e cultura, quella dovrebbe essere la direzione. E poi vanno all'estero ... consideriamo che UE non è estero. Sarebbe estero se andassero un Giappone o USA. O nO? Ma quanti vanno veramente "all'estero"?

Esternalità

ottoking 2/12/2015 - 17:56

Basandomi sul Punto 4 di Alberto Rotondi mi sono ventue in mente alcune domande, l' università intesa come istruzione universitaria è un bene privato escludibile e penso sia corretto, ma genera delle esternalità positive, ora queste esternalità dovrebbero essere compensate ? se l' utilità che ottiene lo studente universitario nel conseguire la laurea è superiore o uguale al costo da esso sostenuto è corretto che non ci sia compensazione, pesco a piene mani dal post Appunti di Teoria della crescita. Preliminari: Esternalità sto pensando all' esempio del faro: se l' intenzione dello studente è quella di generare esteranlità tipiche dell' istruzione ci troviamo nell' esatto esempio del faro corretto ?