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Fenomenologia del regalo populista

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Leggo di varie indignazioni (sul concetto di ridistribuzione, sulla classe politica che ripropone regali a pioggia in termini elettorali). Le condivido ma aggiungo che una delle cose piu' gravi in questo genere di elargizioni economiche "pro-cultura" è che implicitamente prevedono, palese o nascosta, la riedizione di una sorta di Min-Cul-Pop che stabilisca cosa è cultura e cosa no. Che stabilisca quale spesa sia lecita e quindi una rendicontazione ed un controllo burocratico. Controllare la spesa di 550mila giovani rischia di costare parecchio. Immaginiamo che a concerti, teatri, libri si arrivi ad una media di 10-15 spese per studente. Chi controlla questi scontrini (tra 5 milioni e sette e mezzo)? Con l'inefficenza burocratica italiana il costo del controllo rischia di costare piu' dell'elargizione. Ma questo solo sulla base delle slides. Facciamoci sorprendere dal contenuto definitivo della legge :-)