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Fenomenologia del regalo populista

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Estensione del test nazionale Invalsi all'ultimo anno delle scuole secondarie superiori, con controlli che impediscano imbrogli, e iscrizione gratuita all'Università per il 30% dei migliori. (Si potrebbe aggiungere, sostituzione del numero chiuso con selezione in base ai punteggi Invalsi, e abolizione dell'esame di maturità.) Costo uguale al bonus di Renzi, anzi meno.

Non è forse un gran che, la improvviso ora perché implicitamente sfidato da Boldrin. Spero che aiuti a capire che cosa intendo. Va da sé che riforme più serie dovrebbero accompagnare proposte miranti-al-consenso di questo genere. (In un altro ambito, la proposta "Non più alto del Colle" credo fosse stata pensata nella stessa prospettiva di mirare a un ampio consenso.)

P.S. "Predica inutile", con esplicita citazione di un celebre libro di Einaudi, era un gran complimento per Brusco. :-) (E aggiungevo che inutile poi non era...)

P.P.S. A differenza di Rotondi, sarei per un forte aumento delle tasse universitarie, compensato da un ancora maggiore aumento di borse di studio per i più meritevoli, e da sistemi di credito per lo studio appetibili -- per le ragioni esposte più volte anche su nfa. Però questa dell'aumento delle tasse universitarie è proprio una di quelle proposte tanto giuste quanto impopolari, che potrebbe permettersi solo un governo molto saldamente in sella.

P.P.P.S. Alcuni di questi provvedimenti populisti di Renzi sono, oltre che delle mance elettorali, anche dei messaggi con pretese educative -- una innovazione almeno parziale rispetto a Berlusconi, i cui messaggi, se c'erano, erano più grossolani. Ad esempio il bonus ai diciottenni gli dice in modo piuttosto concreto "guardate che concerti e teatro sono cose belle e importanti, andateci". Anche per questo può essere utile, se si accetta di scendere sullo stesso terreno, cosa talvolta opportuna secondo me, fare proposte alternative che veicolino messaggi migliori.

Bravo Fabrizio, la tua proposta è bellissima!
Ha lo stesso costo circa di quella di Renzi, ma è dannatamente meritocratica.

Peccato che non abbia consenso, perché a parole sono tutti per la meritocrazia ma poi quando si viene al dunque sarà tutto un fiorire di proteste contro i test valutati "con gli algoritmi" (vedi la furia algoritmoclasta di Gramellini) e un cercare cavilli per dimostrare che "mio figlio è arrivato nel 60-percentile ma è meritevole lo stesso".

Ma mi sta bene, in fondo il legislatore ideale è quello che non bada al consenso ma fa le leggi per il bene della società e poi si autodistrugge :-)

Il consenso non è come la gravidanza che o c'è o non c'è. Ho cercato di pensare a una proposta, a titolo di esempio grossolano, che avesse un certo grado di consenso, anche solo un 30% sarebbe comunque meglio di un 10% no? Un'opposizione poi c'è sempre e può farsi sentire più di chi è a favore.

La proposta stessa di Renzi del bonus per i diciottenni non piace affatto a tutti -- tutt'altro a quel che sento fra gli amici di mio figlio ventenne (quanto alla mia, alcuni obiettano che ne godrebbero principalmente i ragazzi di buona borghesia, che spesso primeggiano a scuola; perciò la riserverebbero ai ragazzi di famiglie con reddito non alto).

Importante, mi sembra, è fare proposte che siano sentite come giuste da molti, non necessariamente dalla maggioranza, che facciano discutere e possano penetrare progressivamente nell'opinione pubblica. La riduzione del debito pubblico dal 133 al 100% in 5 anni, che propose Fare, se ben ricordo, è un ottimo esempio. Non andrebbe abbandonata, andrebbe riproposta a ogni occasione (se ci fosse il partito che non c'è...), le occasioni non mancano.