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Fenomenologia del regalo populista

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Questo post di Sandro e non ho alcuna voglia di diventarne il protagonista con un'altra discussione sul "pragmatismo" politico italiota e l'incapacita' di Boldrin di farsene una ragione. 

Quindi evito e vi lascio in compagnia di un piccolo fatto. 

Queste affabulazione pragmatico/realiste le ascolto da 40 anni circa, anche piu'. Ci (vi, a dire il vero ...) hanno regalato, nell'ordine, Craxi, Berlusconi, Prodi e Renzi, con Dini, Monti ed altri pastrocchi vari come intermezzi. Oltre ad un GNP per capita che ristagna da 20 anni, il meglio delle nuove generazioni in fuga eccetera, eccetera. Perche', spero che questo sia chiaro, e' da almeno 40 anni (dall'infausto "turiamoci il naso" di Indro M) che questa versione (perdonatemelo) leggermente pavida del "real-pragmatismo" gode del supporto della maggioranza degli italiani. Ed i risultati ce li avete tutti attorno a voi.

 Fossi nei vostri panni, ed in quelli della vostra prole in particolare, rifletterei sulle conseguenze pratiche di tanto pragmatico realismo. La mia vive ad LA da tempo.

non è il pragmatismo il problema, è la nostra incapacità di costruire alternative migliori a quello che tu e tutti noi deprechiamo.
Io personalmente non me ne faccio una ragione, per questo cerco una linea che sia quanto più possibile giusta (nel senso che tutti qui intendiamo) e nello stesso tempo abbia un consenso sufficiente. Per questo, se boccio un'idea di Renzi che mira al consenso, mi sento in obbligo di cercare un'idea migliore che pure possa ottenere consenso.

Dici?

michele boldrin 27/11/2015 - 15:18

Rileggi i tuoi commenti, a cominciare dal primo che definisce l'articolo di Sandro una "predica inutile".

A mio avviso hai fatto il girotondo al problema, senza dire nulla di utile secondo i tuoi stessi criteri.

Hai ripetuto  che denunciare il malgoverno e' perdita di tempo ... perche' occorre cercare il consenso con una proposta alternativa. Quale? Non si sa, ma cerchiamo il consenso. 

Esattamente: anche Craxi, BS e compagnia cercarono il consenso. Vivi dentro al risultato storico di applicazioni ripetute della tua metodologia. Non so cos'altro serva.

Il "pragmatismo" e il "realismo" sono parole di comodo con cui giustifichiamo la nostra pochezza morale.
Se nessuno accettasse compromessi, se tutti quanti preferissero perdere piuttosto che tradire i propri princìpi perché solo così si può fare, o ancora meglio se nessuno votasse quelli che accettano compromessi; allora il compromesso non avrebbe più ragione di esistere.

Questo "pragmatico realismo" è precisamente la ragione per cui ci meritiamo questi governanti.

Estensione del test nazionale Invalsi all'ultimo anno delle scuole secondarie superiori, con controlli che impediscano imbrogli, e iscrizione gratuita all'Università per il 30% dei migliori. (Si potrebbe aggiungere, sostituzione del numero chiuso con selezione in base ai punteggi Invalsi, e abolizione dell'esame di maturità.) Costo uguale al bonus di Renzi, anzi meno.

Non è forse un gran che, la improvviso ora perché implicitamente sfidato da Boldrin. Spero che aiuti a capire che cosa intendo. Va da sé che riforme più serie dovrebbero accompagnare proposte miranti-al-consenso di questo genere. (In un altro ambito, la proposta "Non più alto del Colle" credo fosse stata pensata nella stessa prospettiva di mirare a un ampio consenso.)

P.S. "Predica inutile", con esplicita citazione di un celebre libro di Einaudi, era un gran complimento per Brusco. :-) (E aggiungevo che inutile poi non era...)

P.P.S. A differenza di Rotondi, sarei per un forte aumento delle tasse universitarie, compensato da un ancora maggiore aumento di borse di studio per i più meritevoli, e da sistemi di credito per lo studio appetibili -- per le ragioni esposte più volte anche su nfa. Però questa dell'aumento delle tasse universitarie è proprio una di quelle proposte tanto giuste quanto impopolari, che potrebbe permettersi solo un governo molto saldamente in sella.

P.P.P.S. Alcuni di questi provvedimenti populisti di Renzi sono, oltre che delle mance elettorali, anche dei messaggi con pretese educative -- una innovazione almeno parziale rispetto a Berlusconi, i cui messaggi, se c'erano, erano più grossolani. Ad esempio il bonus ai diciottenni gli dice in modo piuttosto concreto "guardate che concerti e teatro sono cose belle e importanti, andateci". Anche per questo può essere utile, se si accetta di scendere sullo stesso terreno, cosa talvolta opportuna secondo me, fare proposte alternative che veicolino messaggi migliori.

Bravo Fabrizio, la tua proposta è bellissima!
Ha lo stesso costo circa di quella di Renzi, ma è dannatamente meritocratica.

Peccato che non abbia consenso, perché a parole sono tutti per la meritocrazia ma poi quando si viene al dunque sarà tutto un fiorire di proteste contro i test valutati "con gli algoritmi" (vedi la furia algoritmoclasta di Gramellini) e un cercare cavilli per dimostrare che "mio figlio è arrivato nel 60-percentile ma è meritevole lo stesso".

Ma mi sta bene, in fondo il legislatore ideale è quello che non bada al consenso ma fa le leggi per il bene della società e poi si autodistrugge :-)

Il consenso non è come la gravidanza che o c'è o non c'è. Ho cercato di pensare a una proposta, a titolo di esempio grossolano, che avesse un certo grado di consenso, anche solo un 30% sarebbe comunque meglio di un 10% no? Un'opposizione poi c'è sempre e può farsi sentire più di chi è a favore.

La proposta stessa di Renzi del bonus per i diciottenni non piace affatto a tutti -- tutt'altro a quel che sento fra gli amici di mio figlio ventenne (quanto alla mia, alcuni obiettano che ne godrebbero principalmente i ragazzi di buona borghesia, che spesso primeggiano a scuola; perciò la riserverebbero ai ragazzi di famiglie con reddito non alto).

Importante, mi sembra, è fare proposte che siano sentite come giuste da molti, non necessariamente dalla maggioranza, che facciano discutere e possano penetrare progressivamente nell'opinione pubblica. La riduzione del debito pubblico dal 133 al 100% in 5 anni, che propose Fare, se ben ricordo, è un ottimo esempio. Non andrebbe abbandonata, andrebbe riproposta a ogni occasione (se ci fosse il partito che non c'è...), le occasioni non mancano.

Capisco il discorso generale, ma non lo condivido, il bisogno di dover consegnare caramelle fiscali nasce dall' intangibilità dell' azione di governo, il governo non sarà in grado ne ora ne in futuro di modificare in meglio la vita dei cittadini da qui l' uso di regali ai fini elettorali... a me piace pensare che se ipoteticamente Fare fosse andata al governo oggi avremmo una spesa pubblica più bassa di 40 miliardi(forse di più) ed una pressione fiscale più bassa del 4%!!! non credo avrebbero avuto bisogno di certi regali per stare in sella a fine legislatura, indipendentemente dal consenso avuto per il singolo provvedimento, perchè nemmeno mettendo in fila tutte le caramelle di Renzi da qui all' eternità riuscirei ad ottenere un qualcosa di equivalente, sinceramente dubito che se il Pil di questo paese crescesse del 4% chiunque fosse al governo avrebbe bisogno di regali, non posso credere che la condizione necessaria per governare questo paese sia fare dei regali del cavolo, al massimo è la condizione necessaria per mantenere governo, rapporti clientelari e amici degli amici...

D' altra parte

floris 27/11/2015 - 15:07

In ordine cronologico, Lega, legittimazione degli ex missini di AN come forza di governo, Forza Italia, M5S, e pure Renzi sono proprio la conseguenza di istanze di sacrosanta indignazione verso ruberie e gestioni fallimentari o clientelari, le quali una volta causata una rottura politica sono state prontamente raccolte da contenitori con gli stessi se non maggiori problemi ( il che è ovvio essendo il problema non di offerta politica, ma di domanda ).

Fa benissimo Sandro Brusco ad evidenziare la pochezza delle azioni di questo governo, se non altro perché l' unica speranza di cambiamento possibile per il paese non può che derivare da un cambiamento prima di tutto culturale, al contempo il quadro resta incompleto se non si considerano le prospettive e il contesto politico attuale.

A ben vedere, più che ai politici, bisognerebbe rivolgersi agli elettori con le parole di Freak Antoni, ma non porterebbe molto lontano.

Passino LN, degli anni '80 e primi anni '90, e M5S come esempi di fenomeni politici nati da "indignazione" verso malgoverno. Ma non gli altri tre, please, non gli altri tre esempi. Non prendiamoci in giro.

Domanda/offerta: in politica, piaccia o meno ed alla borghesia italiana non e' mai piaciuto, vale la legge di Say. L'offerta crea la propria domanda, l'Argentina ha appena finito di dimostrarlo. Ennesimo di dozzine d'esempi. E se e' stato possibile in Argentina ...

Ma no

sandro brusco 27/11/2015 - 16:47

Perché insultare? Freak ''il grande'' Antoni (pace all'anima sua) ha fornito consigli migliori: un kinotto ogni due ore fa passare il malumore.

Perche', spero che questo sia chiaro, e' da almeno 40 anni (dall'infausto "turiamoci il naso" di Indro M) che questa versione (perdonatemelo) leggermente pavida del "real-pragmatismo" gode del supporto della maggioranza degli italiani. Ed i risultati ce li avete tutti attorno a voi.

Solo una piccola correzione: 'la stragrande' maggioranza degli italiani. 

 

 

La questione e' che per arrivare al posto di Renzi, e soprattutto restarci, devi essere in grado di raccogliere un certo consenso (nonche' saperti muovere nel sottobosco delle nostre istituzioni/potentati vari).
Non credo qui qualcuno esulti per una stupidaggine come questi 500 euro ai 18enni, come molte perplessita' ci sono per la tassazione sugli immobili o, l'anno scorso, per gli 80 euro. Pero' chi parla di "pragmatismo" o "realismo" si chiede:
1) senza manovre di questo tipo, Renzi riuscirebbe a restare al potere?
2) c'e' altro, nella politica di questo governo, che potrebbe avere altri obiettivi che non solo la ricerca del conseno?
Se la risposta all 1) fosse "no", dovremmo prendere coscienza che implementare un certo tipo di policy in Italia semplicemente non e' possibile, con queste istituzioni (vedi la debolezza del governo, che non puo' mai permettersi di essere impopolare) e con questo elettorato. Certo, non dobbiamo rassegnarci, ci vuole un "cambio culturale", ma nel breve? Esiste un'opzione migliore che non sia accettare di perdere pur di non contravenire ai propri principi come un Fassina qualsiasi e consegnare il Paese a Grillo o Salvini (i quali usano gli stessi metodi populisti ma x10?)? Questo significa essere pragmatici, guardare a quali siano realmente le opzioni in campo, e non pensare di avere davanti un Italia e un elettorato che oggi, sfortunatamente, non esistono. Poi, magari ci sono ottime ragioni per pensare che "dicendo la verita' agli italiani" si riesca a far passare anche un ricalcolo al contributivo delle pensioni in essere e un disboscamento del pubblico impiego, ma sarebbe interessante discuterne perche' non ho mai trovato argomenti convincenti in proposito
Per quanto riguarda la 2), c'e' qualcosa di positivo nelle policy di questo governo da renderlo migliore delle alternative? E' possibile che in mezzo a 3 riforme a scopo elettorali ce ne piazzi 1 con effetti a medio termine tangibili?