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Fenomenologia del regalo populista

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Il punto e' che il politico perfetto e' quello che, pragmaticamente, riesce a ottenere il meglio possibile per il Paese. E per farlo, deve rimanere in sella. E se per rimanere in sella deve scendere a compromessi e con scelte di policy a scopo smaccatamente elettorale, e' giusto che lo faccia. Se non lo fa e' del tutto equivalente alla sinistra a vocazione minoritaria, che preferisce perdere piuttosto che tradire la propria ideologia.
La domanda, quindi, e' se questo sia o meno l'unico modo che che ha Renzi di rimanere dov'e' in QUESTO quadro istituzionale e con QUESTO elettorato.
Io non lo so, onestamente, ma e' una domanda che vale la pena porsi e non sono sicuro la risposta sia cosi' scontatamente no, quando vediamo simili idee applicate con successo nei decenni.

Credo sarebbe veramente interessante una discussione privata e onesta con Renzi stesso che provi a spiegare quali, del suo programma, sono per lui le riforme fondamentali che vermemente possono cambiare l'Italia e quali invece sono li per ragioni puramente elettorali.

Anche se Renzi avesse una ragione, che non ha, per spiegarci i suoi calcoli, sarebbe difficile intendersi. Di professione faccio ricerca sulle psicoterapie e dialogare cogli psicoterapeuti per noi ricercatori è difficile quanto immagino sia difficile per gli economisti dialogare coi politici -- gli uni e gli altri hanno generalmente cervelli che funzionano in modo completamente diverso. Più utile forse, se possibile, un dialogo con economisti e altri tecnici "entristi" (penso a gente come Ichino, Taddei, Boeri, Cottarelli e Perotti), che anch'io potrei qualificare come puttane, ma in un'accezione del termine più positiva che negativa ;-)

Per il resto, d'accordo al 100% con Ryoga007.