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Fenomenologia del regalo populista

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Non scherzo, a volte Guido Cacciari (dev'essere un effetto indiretto del cognome :)) scrive in modo leggermente complicato (meno di Palma, peraltro). Provo a tradurre. 

Credo il commento di GC, Costantino, volesse sottolineare che fra i commenti nessuno criticava il fatto che tutti i provvedimenti di MR sono di tipo "redistributivo". Questa e' una osservazione corretta.

Infatti, ogni sei mesi circa MR se ne inventa una nuova per spostare soldi da una tasca all'altra degli italiani, meglio dalle tasche di alcuni gruppi (generazioni future, soprattutto) a quelle di altri il cui voto vuole comperare. Redistribuzione a go-go, con l'unica eccezione, forse, dei famosi provvedimenti sul mercato del lavoro.

Ed e' anche vero che fra i nostri lettori sembra esserci scarsa indignazione per questo fatto: il venditore di fumo che doveva cambiare l'Italia, invece di intraprendere riforme strutturali continua il solito gioco clientelare di redistribuire risorse verso chi lo vota, o spera lo voti dopo aver ricevuto la prebenda.

Che le pagliacciate di costui siano, oggi, la politica meno dannosa che gli italiani hanno scelto d'avere a disposizione riassume, in se, la penosa condizione del paese.

Due cose

marcospx 26/11/2015 - 14:30

1. In questo senso, non ha effetti in qualche misura redistributivi qualsiasi intervento di politica fiscale?

2. E comunque, rispetto alla battuta di Guido Cacciari, la redistribuzione non è "socialista" solo se redistribuisce risorse dai ricchi ai poveri (ché solo in questo senso il termine ha, per i "socialisti", un'accezione univocamente positiva)? Non mi pare che la redistribuzione renziana abbia questa caratteristica. Non mi pare, infatti, che ai socialisti piaccia un gran che.

"fra i nostri lettori sembra esserci scarsa indignazione": parlo ovviamente a titolo personale, ma in Italia si può essere solo o rassegnati o adattati. Rassegnati perché, lungi dal trattare di riforme, basta uscire di casa la mattina per comprarsi un po' di colazione per capire che questo paese non ha speranza: rispetto delle regole, rispetto delle file, controllori che si fanno pagare e non controllano, gente coi diritti conculcati che se ne frega (pecora o farà la furba in futuro a sua volta?), M5S che vuole la lotta alla casta salvo poi incoraggiarla col "SI' all' acqua pubblica", e viene votato da un popolo che compra acqua in bottiglia a carrettate: tutto normalmente aberrante, nessuno più ci fa manco caso. Adattati perché, in mancanza di prospettive, è conveniente sfruttare il vento: se sono un disoccupato che ha come unica prospettiva quella di andare a farmi schiavizzare in un call-center, e questo dipende solo in parte dalle tasse sul lavoro, dipende soprattutto dalla mentalità da micro bottegai dell' impresa italiana ad ogni livello, è chiaro che mi opporrò a qualunque inasprimento pensionistico e sulla casa, perché vivo della casa e della pensione di qualche mio parente. E', così, ovvio che voti di Ingroia/voti di FiD = 2, ed è in larga parte indipendente dall' incidente della laurea. Contentiamoci almeno che si siano vendute una fetta di Alitalia ed una di PP. TT. .