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Fenomenologia del regalo populista

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Mi ricordate (PP e Bercelli) i discorsi sentiti per 70 anni: meglio avere al potere dei ladri (spesso incompetenti) che comprano voti da mafie, camorre e coldiretti che correre il rischio vincano i "comunisti". Tanto non c'è alternativa ... 

Please.

Con questa unità di misura si giustifica tutto, da Gava a Lima a Craxi a BS a, appunto, Renzi.

Tanto c'è sempre il rischio di qualcosa di peggio e l'imbonitore di turno non lo fa per potersi appropriare del potere (e dei soldi che porta a lui e famigli) ma per salvare la povera patria da un terribile male incombente, i cosacchi a San Pietro.

Please, risparmiatemi di dover leggere queste cose la prima volta che riesco a leggere nFA in una settimana! Possibile non ci si renda conto che il solo AFFERMARE roba del genere è una forma di resa civile e di collaborazione con i cialtroni? Possibile davvero che nella borghesia italiana non sia rimasto un minimo d'indignazione personale e morale di fronte a tanto sfacciato malgoverno?

..vota Grillo anche Boldrin!

 

L'Italia è questa e si può governare solo così. E non solo l'Italia: l'espressione 'pork and barrel' è americana. Non ti citerò le basi militari che non si possono chiudere perchè i senatori dello stato si oppongono, i sussidi alla produzione di etanolo da mais, il Medicaid....

due punti

i) in Italia la situazione è molto peggiorata dopo il 1968 e la fine del voto di appartenenza. Prima il voto di scambio era abbastanza limitato e la maggioranza votava DC perchè lo diceva il parroco. Ed infatti le spese pubbliche erano basse, il debito/PIL bassissimo e l'economia andava. Dal 1968 al 1975 la paura del comunismo di è affievolita, la chiesa ha perso influenza e la quota di voto di scambio è aumentata, con i ben noti risultati disastrosi sul bilancio pubblico

ii) anche il PCI diceva di essere moralmente superiore agli altri (ti ricorderai Berlinguer e la questione morale). Era solo parzialmente vero allora (avevano accesso a meno risorse..) ma la retorica ha fatto perdere varie elezioni e poi si  è visto come è finita. Lo stesso per la Lega ('Roma ladrona') e lo stesso sarà per il M5S se mai dovesse arrivare al governo. Se per assurdo provasse a mantenersi coerente con le proprie promesse elettorali in termini di legalità e lotta alla corruzione ed all'evasione provocherebbe una crisi socio-politica devastante. Ma non lo farà..

iii) la vera differenza è fra l'arricchimento personale (versione Mobutu) e l'uso di risorse per l'affermazione politica (versione vecchio PCI). O fra prendere una tangente per fare un'opera pubblica utile o fare un'opera pubblica inutile per prendere tangenti. Il meglio che si può sperare per l'Italia è che facciano qualche opera pubblica utile - cioè qualche riforma utile.

Poi naturalmente è compito storico di nfA mettere in chiaro che si tratta di distribuzione clientelare di denaro pubblico etc.  Ma come dovere civico di alfabetizzazione economica nel lungo periodo

Il punto e' che il politico perfetto e' quello che, pragmaticamente, riesce a ottenere il meglio possibile per il Paese. E per farlo, deve rimanere in sella. E se per rimanere in sella deve scendere a compromessi e con scelte di policy a scopo smaccatamente elettorale, e' giusto che lo faccia. Se non lo fa e' del tutto equivalente alla sinistra a vocazione minoritaria, che preferisce perdere piuttosto che tradire la propria ideologia.
La domanda, quindi, e' se questo sia o meno l'unico modo che che ha Renzi di rimanere dov'e' in QUESTO quadro istituzionale e con QUESTO elettorato.
Io non lo so, onestamente, ma e' una domanda che vale la pena porsi e non sono sicuro la risposta sia cosi' scontatamente no, quando vediamo simili idee applicate con successo nei decenni.

Credo sarebbe veramente interessante una discussione privata e onesta con Renzi stesso che provi a spiegare quali, del suo programma, sono per lui le riforme fondamentali che vermemente possono cambiare l'Italia e quali invece sono li per ragioni puramente elettorali.

Anche se Renzi avesse una ragione, che non ha, per spiegarci i suoi calcoli, sarebbe difficile intendersi. Di professione faccio ricerca sulle psicoterapie e dialogare cogli psicoterapeuti per noi ricercatori è difficile quanto immagino sia difficile per gli economisti dialogare coi politici -- gli uni e gli altri hanno generalmente cervelli che funzionano in modo completamente diverso. Più utile forse, se possibile, un dialogo con economisti e altri tecnici "entristi" (penso a gente come Ichino, Taddei, Boeri, Cottarelli e Perotti), che anch'io potrei qualificare come puttane, ma in un'accezione del termine più positiva che negativa ;-)

Per il resto, d'accordo al 100% con Ryoga007.