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Fenomenologia del regalo populista

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1) Relax, non contiamo un cazzo e influenziamo a malapena amici e parenti. Se Renzi perderà o vincerà le prossime elezioni non sarà sicuramente per le mie avvelenate. Quindi, perlomeno, lasciatemi dire quello che penso.

2) Il problema filosofico che ponete è quello del trolley problem (qui e qui): fino a che punto è giusto agire attivamente per danneggiare un innocente al fine di salvare altre vite innocenti? O, per uscire dalla metafora, fino a che punto è giusto mettere in pratica politiche economiche dannose per evitare che politiche ancora più dannose vengano messe in atto nel futuro? Buona fortuna a trovare una soluzione. Però voglio fare l'avvocato del diavolo, in un altro contesto.   Supponete di essere un pretendente repubblicano americano alla presidenza. E supponete di essere assolutamente, intimamente, onestamente convinto che l'elezione di Hillary Clinton sarebbe una sciagura per il paese e che solo la vostra candidatura può impedire la sciagura. Ebbene, secondo voi sareste autorizzati, per raggiungere tale scopo, a rovinare la vita a degli innocenti orfani siriani? Perché il trade off è lo stesso.

... a rovinare la vita a degli innocenti orfani siriani?" Sì, se ritenessi che certamente la presidenza Clinton rovinerebbe ancora più vite. Ma è una condizione irrealistica, perché le conseguenze di una presidenza Clinton sono assai meno certe dei danni agli orfani siriani.

Ovviamente si confronta la gravità delle conseguenze (e qui giocano i valori etici di riferimento) e il loro grado di probabilità, che conta moltissimo se si è saggi: per me, nella mia senile indolente saggezza, una morte certa causata da una mia azione conta di più di dieci morti probabili al 50% cui potrei contribuire con la mia inazione -- questa è ora la mia personale soluzione pratica di una versione realistica del trolley problem. Senza nessuna pretesa da parte mia di razionalità oggettiva o assoluta.

Nel caso di Renzi, come dice Pierangeli, se quei 500 euro servissero a sventare un governo M5S, E NON CI FOSSERO ALTERNATIVE MIGLIORI, ottimo investimento. Forse alternative migliori ci sono, ma allora andrebbero indicate, anche se non si conta un cazzo, per non lasciare l'argomentazione a metà. Se fossi in grado di farlo con sufficiente sicurezza, io qui le indicherei. Ma non lo sono.

certo le tue avvelenate raggiungono solo una raffinata élite, ma sono le élite che alla fine danno la direzione. Certo che devi dire quello che pensi, del resto molti lo condividiamo. Il punto semmai è che il sistema di riferimento è diverso. Scienziati (passatemi il termine) come te hanno parametri di riferimento scientifici, che tendono all'oggettività, per quanto questo sia possibile in economia. Un politico ragiona in termimi assolutamente diversi. Poi dipende da che spessore ha, se è uno statista od un politicante, ma il problema del consenso elettorale per lui conta, eccome. Per questo difficilmente gli "scienziati" diventano buoni politici, Gli manca la pancia. Però bisogna capire che il politico per forza ne deve tener conto, della pancia. Altrimenti sparisce. Il grande politico, il grande statista è colei/colui che riesce a coniugare ricerca del consenso e razionalità.

Azzardo.

Jo 26/11/2015 - 01:14

Temo non ci sia alternativa al presentarsi d'innanzi all'orifizio democratico, e che questo possa determinare quanto trascurabile sia la distanza tra il grilletto e l'obiettivo.
Ma se farsi delle domande e darsi delle risposte fosse possibile, mi chiederei:
- A quanto ammonta questa 'ragionevole' convinzione.
- Se e quanto sono popolarmente note le conseguenze di entrambe le scelte.

Il paragone con i bambini siriani, riconosco appartiene alla stessa categoria di comportamenti, ma non è proprio la stessa cosa. Il danno collaterale che Renzi (se davvero il suo ragionamento fosse quello da me ipotizzato) sarebbe molto minore, ed eticamente di un'altra dimensione, non ti pare?