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Dallo scontrino allo scontro

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E tutto questo apprezzamento potrebbe pure far pensare che abbia anche un qualche suo valore intrinseco, cosa che Lei non dice. Cioè che sia in qualche modo buono di suo, come direbbe un poeta amico mio. Non importa, de hoc satis davvero.

Il tema qui è (sarebbe stato) il Moderno.

E successivamente le più estese e complicate questioni del valore dei valori, del giudizio sui sistemi di giudizio, del valore intrinseco e del valore relativo, cose che sono da affrontare se si vuol tentare di fornire un qualche giudizio su di esso.
Ma prima è necessario chiarire Moderno cosa sia.
E Prima ancora convenire che Moderno esiste: ché Lei pare recalcitrante addirittura a far questo passo.

Tutta questa tenace resistenza che osservo ad affrontare questi temi è preoccupante.
La capacità di fare feconda autocritica e di relativizzare anche se stessa è - anche questa - una conquista dei Moderni, fino da Michel de Montaigne, e non è rinunciabile.
Ma la sua non mi sembra autocritica, mi sembra piuttosto negazione; mentre la battaglia culturale che incombe richiede almeno un minimo livello di autoconsapevolezza, ed una minima volontà di combattere per ciò in cui si crede.

non mi sono pronunciato sulle Sue tesi ma limitato a proporre osservazioni puntuali su alcune affermazioni particolari, poi ho sviluppato una digressione sul diritto romano a mo' di esempio di alcuni possibili continuità, precisando che esse non si danno in forma assoluta ma solo attraverso consitui adattementi alle mutate condizioni storiche.

Tanto per temperare la Sua passione per la Modernità con un'ottica più "moderata", se mi permette il termine. Non ho tempo per ulteriori discussioni sdi metodo né di merito sul tema della Modernità che, mi perdoni, sembra non interessare nessun altro.  

... you're too kind :)

"Sembra non interessare nessun altro", dice Lei.

Tutta questa tenace resistenza che osservo ad affrontare questi temi è preoccupante.

Dicevo io. Suppergiù la stessa cosa. E la ragione è quella scritta sopra.

Però questo post di Palma era, o mi pareva che fosse, un pochino diverso dal coro del politically correct che dice - o non dice - sempre le solite quattro banalità, vestite in gran pompa.
Qui si scriveva (i corsivi sono citazioni) che la radice reale dello scontro è di fondo.
Si parlava di Nozione della persona umana, si suggeriva che non vi sia nulla da "negoziare" sul tema, e si concludeva con un piuttosto perentorio: qui ci sono poche ciance, v'è uno scontro.

Poffarbacco: il tema dell'intero post era, fin dall'inizio, la Modernità. Perlomeno una delle sue colonne fondamentali: la nozione di persona, e lo scontro che attorno ad essa si profila.
Non il diritto romano, cui eravamo arrivati di rinterzo, quello era solo una digressione.
Questo era il tema: se non interessa a nessuno, allora a che pro fare un post come questo.

Comprendo il suo desiderio di "temperare la mia passione per la Modernità in una ottica più "moderata". Le permetto il termine, la accetto, e credo di capirne il senso.
Tuttavia mi pareva di essere già moderato assai.
Quella per la Modernità non è una mia "passione", che so esser pure io molto critico con essa.
Mia è la preoccupazione che non si sia pronti a combattere (di nuovo) per delle conquiste - quali ad esempio la concezione moderna di persona citata da Palma - che si  sono ormai (per NOI) acquisite da secoli, e del cui reale significato, portata e valore qui si è persa addirittura la memoria.
E mio è il sospetto che molti di NOI non si siano mai del tutto purgati di quel vecchio sentimento anti-moderno, di matrice cattolica, che trova solo accidentalmente una saldatura con il bisogno di autocritica del Modern, ma è essenzialmente reazionario.
Recuperare l'autoconsapevolezza (critica sì, ma sicura) secondo me è il primo passo da compiere, per prepararsi a questo scontro.

Concludo ringraziandola per le buone osservazioni e per la pazienza, prima che Boldrin mi banni perché la faccio tropo lunga.
Buona giornata.

PS: A volte pare di esser nel gran salotto del Lions club.