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Dallo scontrino allo scontro

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il diritto romano che è sopravvissuto ed è stato accolto nei codici moderni è quello rielaborato e dotato di una struttura sistematica dai Glossatori italiani (XII-XIV secolo), dai Post-glossatori italiani, francesi, olandesi (secoli XV-XVI), dalla Seconda Scolastica spagnola (secoli XVI-XVII) che a sua volta fornì nutrimento al Giusnaturalismo (sec. XVIII). Il mutamento più rilevante sta proprio nella sistemazione razionale dei materiali romani: guarda caso, iniziata nel Basso Medioevo e proseguita nei secoli seguenti.

Perché tutti questi glossatori rielaborassero materiali Romani, anziché accadici aztechi o sumeri, o anziché produrre qualche cosa di proprio.
In ogni caso mi pare che così ci si allontani dal punto sollevato da Palma, senza molta utilità. Convengo, come già avevo fatto anche prima, che tutte le periodizzazioni della storia sono frutto di un arbitrio da parte dello storico, e che molti tratti dell'Umanesimo e del Rinascimento affondano le radici nel basso o nell'alto medioevo.
E non mi permetto di dibattere di Diritto Romano, di cui so molto poco, con Lei che è professore.
Ribatto soltanto, tornando sul piano generale precedente, che se il concetto positivo di Modernità è stato elaborato dalla storiografia ottocentesca, nel contesto del mito del progresso positivista, la successiva reazione ad esso, che si spinge fino al negare del tutto che esista - o che abbia significato - una Modernità contrapposta al Medioevo, è frutto di quello spirito anti-moderno, reazionario e avverso al progresso, di cui non ci siamo mai del tutto purgati; testimoniato ad esempio dalla sempreviva moda massmediatica della Storia Medievale, mentre non esiste nulla di confontabile per la Storia Moderna.
Lei molto finemente evita di schierarsi apertamente in queste truppe, e si limita a rilevare i limiti scientifici di una impostazione che non sottolinei l'arbitrarietà e la relatività della periodizzazione.
Io mi tengo il sospetto, e rispondo come sopra, convenendo con Lei che la periodizzazione è arbitraria, ma sottolineando che è purtuttavia necessaria e ben significativa, quantomai adesso.

Qui semplicemente esprimevo il mio apprezzamento per la svolta metodologica che Palma impone (e forse si impone) usando quel NOI così politicamente scorretto, ed entrando nello scivolosissimo terreno dell'osservazione dei Valori e delle Concezioni di fondo.
E cercavo di portare un mio piccolo contributo, col suggerimento di estendere il campo di osservazione dalla concezione di Persona, e dalla questione femminile correlata indicata da Palma, a tutto il corpo di concezioni e Valori che insieme contribuiscono a formare il Moderno.
Per far ciò secondo me è necessario ripartire dal dibattito sul concetto di Modernità, proprio come abbiamo abbozzato qui io e Lei, per appropriarcene finalmente e poterne fare poi la nostra bandiera.
Questo perché non è solo nella concezione della Donna che sta lo "iato incolmabile".
E' il Modern nel suo complesso che a larga parte dell'islam fa forse difetto, o che perlomeno è il luogo dei più gravi e difficili fraintendimenti con gli islamici moderati, e dello scontro con gli altri.
Comprendere il Moderno è delimitare il campo della battaglia culturale.

perché il materiale giuridico romano non era sconosciuto, perché la compilazione giustinianea aveva avuto vigore anche in Italia dopo la guerra Gotica e lo avevaconservato nei residui domini bizantini, perché le leggi dei barbari - principamente i Longobardi - non si applicavano necessariamente ai romani (=italiani, ma anche galli romanizzati), perché l'impero franco era denominato Sacro Romano Impero, perché dall'XI secolo - e forse anche prima - il prestigio di Roma rinacque e con esso quello del suo diritto.

Non aveva alcun particolare valore, nulla che lo rendesse particolarmente raffinato.
Se si fosse conosciuto altrettanto bene, o se fosse stato in vigore più a lungo, un materiale giuridico altro, come quello dei Sioux o dei Tupinamba dell'america meridionale, magari oggi i cinesi studierebbero quello.

Può darsi che sia così.
Chiusa la digressione sul Diritto Romano, ora rimarrebbe il dibattito sulla Modernità.

tengo a precisare che la Sua conclusione sul valore del diritto romano non discende dalle mie osservazioni: io rispondevo al quesito iniziale del suo precedente intervento, indicando alcuni fattori storici della permanenza del diritto romano nella storia europea. Non esprimevo una valutazione intrinseca della sua bontà.

Naturalmente, il semplice fatto che in Europa non si sia pensato a sostituire il diritto romano con un altro, per esempio quello dei Germani, ma si sia piuttosto perseguita una parziale ibridazione, sembra indicare che gli Europei dei secoli compresi tra il XII ed il XXI lo apprezzassero e tuttora lo apprezzino. De hoc satis. 

E tutto questo apprezzamento potrebbe pure far pensare che abbia anche un qualche suo valore intrinseco, cosa che Lei non dice. Cioè che sia in qualche modo buono di suo, come direbbe un poeta amico mio. Non importa, de hoc satis davvero.

Il tema qui è (sarebbe stato) il Moderno.

E successivamente le più estese e complicate questioni del valore dei valori, del giudizio sui sistemi di giudizio, del valore intrinseco e del valore relativo, cose che sono da affrontare se si vuol tentare di fornire un qualche giudizio su di esso.
Ma prima è necessario chiarire Moderno cosa sia.
E Prima ancora convenire che Moderno esiste: ché Lei pare recalcitrante addirittura a far questo passo.

Tutta questa tenace resistenza che osservo ad affrontare questi temi è preoccupante.
La capacità di fare feconda autocritica e di relativizzare anche se stessa è - anche questa - una conquista dei Moderni, fino da Michel de Montaigne, e non è rinunciabile.
Ma la sua non mi sembra autocritica, mi sembra piuttosto negazione; mentre la battaglia culturale che incombe richiede almeno un minimo livello di autoconsapevolezza, ed una minima volontà di combattere per ciò in cui si crede.

non mi sono pronunciato sulle Sue tesi ma limitato a proporre osservazioni puntuali su alcune affermazioni particolari, poi ho sviluppato una digressione sul diritto romano a mo' di esempio di alcuni possibili continuità, precisando che esse non si danno in forma assoluta ma solo attraverso consitui adattementi alle mutate condizioni storiche.

Tanto per temperare la Sua passione per la Modernità con un'ottica più "moderata", se mi permette il termine. Non ho tempo per ulteriori discussioni sdi metodo né di merito sul tema della Modernità che, mi perdoni, sembra non interessare nessun altro.  

... you're too kind :)

"Sembra non interessare nessun altro", dice Lei.

Tutta questa tenace resistenza che osservo ad affrontare questi temi è preoccupante.

Dicevo io. Suppergiù la stessa cosa. E la ragione è quella scritta sopra.

Però questo post di Palma era, o mi pareva che fosse, un pochino diverso dal coro del politically correct che dice - o non dice - sempre le solite quattro banalità, vestite in gran pompa.
Qui si scriveva (i corsivi sono citazioni) che la radice reale dello scontro è di fondo.
Si parlava di Nozione della persona umana, si suggeriva che non vi sia nulla da "negoziare" sul tema, e si concludeva con un piuttosto perentorio: qui ci sono poche ciance, v'è uno scontro.

Poffarbacco: il tema dell'intero post era, fin dall'inizio, la Modernità. Perlomeno una delle sue colonne fondamentali: la nozione di persona, e lo scontro che attorno ad essa si profila.
Non il diritto romano, cui eravamo arrivati di rinterzo, quello era solo una digressione.
Questo era il tema: se non interessa a nessuno, allora a che pro fare un post come questo.

Comprendo il suo desiderio di "temperare la mia passione per la Modernità in una ottica più "moderata". Le permetto il termine, la accetto, e credo di capirne il senso.
Tuttavia mi pareva di essere già moderato assai.
Quella per la Modernità non è una mia "passione", che so esser pure io molto critico con essa.
Mia è la preoccupazione che non si sia pronti a combattere (di nuovo) per delle conquiste - quali ad esempio la concezione moderna di persona citata da Palma - che si  sono ormai (per NOI) acquisite da secoli, e del cui reale significato, portata e valore qui si è persa addirittura la memoria.
E mio è il sospetto che molti di NOI non si siano mai del tutto purgati di quel vecchio sentimento anti-moderno, di matrice cattolica, che trova solo accidentalmente una saldatura con il bisogno di autocritica del Modern, ma è essenzialmente reazionario.
Recuperare l'autoconsapevolezza (critica sì, ma sicura) secondo me è il primo passo da compiere, per prepararsi a questo scontro.

Concludo ringraziandola per le buone osservazioni e per la pazienza, prima che Boldrin mi banni perché la faccio tropo lunga.
Buona giornata.

PS: A volte pare di esser nel gran salotto del Lions club.