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Mio nonno fava i mattoni ...

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Io dico solo che il lato politico va guardato e valutato attentamente, invece quest'analisi lo ignora completamente come se fosse irrilevante.
Non so se questa manovra sia la migliore possibile, da questo punto di vista, pero' qui non trovo argomenti che mi aiutino a decidere.

mi sembra importante e ineccepibile. Naturalmente si può fare un'analisi puramente economica che dichiaratamente ignori quello che Ryoga007 chiama il "lato politico", ma sarebbe un'analisi parziale, da cui non si può trarre un giudizio conclusivo sulla ragionevolezza complessiva di una scelta di politica economica.

A Fiesole Filippo Taddei nel suo intervento cercò di giustificare la linea del governo Renzi nei termini suggeriti da Ryoga007. Non mi convinse e replicai con un argomento credo pertinente (se il governo Monti era riuscito a fare digerire agli italiani in quattro e quattr'otto la legge Fornero, allora il governo Renzi, che ha anch'esso una sua posizione di forza e una capacità comunicativa maggiore, potrebbe fare passare altri provvedimenti tanto impopolari quanto ragionevoli e utili, come la privatizzazione di molte partecipate o perfino un taglio delle pensioni medie e alte applicando subito a tutte, tranne quelle basse, il metodo contributivo.) L'argomento riportato fra parentesi era grossolano e non sono sicuro che sia giusto, ma concordo con Ryoga077 che argomenti più robusti di questo genere renderebbero più utili le pure splendide analisi che compaiono qui.

Giovanni Federico ha suggerito qui su nfa qualche argomento di questo genere, però a mio parere un po' sommario -- certamente è difficile fare meglio, ma sarebbe bello che qualcuno ci provasse (le mie capacità al riguardo sono scarse, se no proverei).

Concordo

Nasissimo 29/10/2015 - 18:53

Io da parte mia ho a più riprese suggerito di integrare le considerazioni economiche con considerazioni etiche.

Naturalmente si può fare un'analisi puramente economica che ignori tutto il resto, ma come dici tu sarebbe una analisi parziale, da cui non si può trarre un giudizio conclusivo sulla ragionevolezza -  e sulla giustizia - complessive di una scelta di politica economica.

E' comprensibile che l'economista - come il medico o il pasticciere - preferisca parlare solo della materia sua. Il problema è che l'economia, e la politica economica ancora di più, non è materia che si può isolare dalle sue implicazioni politiche da un lato, e soprattutto (dico io) da quelle etiche dal lato opposto.

... perché io non parlo affatto di considerazioni etiche. Il "lato politico" cui mi riferisco, credo in accordo con Ryoga007, ha a che vedere su come funzionano realmente le cose, non su come dovrebbero funzionare (che mi pare sia ciò che lei intende per etica).

Esattamente.
Bisogna tener conto che un presidente del consiglio non ha potere assoluto, si muove in un certo quadro istituzionale, risponde ad una maggioranza fatta di singoli che rispondono ai propri incentivi, che c'e' un elettorato che non e' necessariamente sempre razionale e che non ha in mente il bene comune. E che esistono inerzie fortissime che possono bloccare o rallentare moltissime riforme, dalla burocrazia alla magistratura, amministrativa come la suprema corte. E che se perdi il consenso, soprattutto per come sono organizzate le istituzioni in questo paese e, in particolare, per come funziona il PD, poi ti buttano giu'.
Insomma, chiunque sia al governo deve partire da li e fare il possibile per ottenere i propri obbiettivi, quali che siano. Berlusconi doveva diferendere le sue aziende, non so bene cosa voglia davvero Renzi. Ma se anche volesse davvero salvare l'Italia, dovrebbe farlo muovendosi nell'Italia di oggi, con annessi e connessi.

A me capita di fare queste riflessioni sul lavoro, quando discuto con accademici o consulenti di strategie o modelli organizzitivi, ma poi cio' che fa la differenza e' l'esecuzione. Devi adattare il modello al mondo reale, con tutte le sue imperfezioni.
A volte invece percepisco che si voglia adattare il mondo al modello.

capisco bene (credo) come si fa politica in Italia e come si conquista il consenso. Ripeto per la millesima volta: la colpa è dei cittadini. Non tanto perchè votano secondo i propri interessi a breve, quanto perchè pretendono di evitare le conseguenze dei loro voti. A me potrebbe anche stare bene che le poche risorse disponibili siano sprecate per abolire l'IMU piuttosto che per tagliare l'IRAP e che non ci siano tagli alla spesa pubblica (cioè agli stipendi e alle pensioni). Basta che poi chi vota per questi provvedimenti non si stupisca della stagnazione e dell'elevato livello di disoccupazione e ne incolpi i politici, la Germania, le scie chimiche e quant'altro. Quindi trovo ottimo il post proprio perchè mette a nudo l'ipocrisia degli argomenti per l'IMU. Teoricamente inconsistenti ma utili per convincere la gggente che i loro interessi personali coincidono con il bene comune

fin qui niente di nuovo, lo sosteneva già 500 anni fa un illustre fiorentino.

La vera novità, apportata da un altro fiorentino dei giorni nostri è la sua coimplicazione: i mezzi giustificano il fine.

Infatti non è importante quale modello di Senato esca dalle riforme, l'importante sono le riforme. Oppure quali siano gli effetti economici degli 80 Euro, o della abolizione dell'ICI sulla prima casa... si potrebbe continuare a lungo, l'importante è l'azione in sé. Del resto l'esecutivo si è autodefinito come il governo del FARE. Dei risultati si tende a non parlare, perché finita una azione il fuoco è spostato su quella successiva tralasciando i risultati della precedente.

A rigor di logica, la cosa interessante delle coimplicazioni e che sono false se solo una delle parti è falsa, stando all'esempio: il fine o i mezzi. Mentre se entrambe sono false la coimplicazione regge.

Era chiaro quello che Lei diceva.
Io concordavo su quello, ma suggerivo di aggiungere delle considerazioni speculari sul lato opposto, quello etico. Di quello ne parlavo io, e noto come sempre una pervicace resistenza su queto punto. Quel che dicevo è banalmente che se una analisi "puramente economica che ignori totalmente il laro politico" è incompleta, quella analisi puramente economica che ignori totalmente il lato etico lo è ancora di più.