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Mio nonno fava i mattoni ...

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il "carico sulla collettività" di un capannone vuoto e inutilizzato, a parte la sua bruttura?

Sul "si arrangi" in linea di principio potrei esser d'accordo. Conoscendo numerosi imprenditori col capannone dismesso, però, vedo un problema pratico. Anzi due.
Uno è che quell'imprenditore che ha chiuso la serranda probabilmente lo ha fatto perché l'azienda è fallita: non ha più il becco di un quattrino. E se non ha il becco di un quattrino, non può nè pagar tasse sul capannone né abbatterlo (le demolizioni costano).
L'unica cosa che può fare è cercare di venderlo così com'è, lasciando a chi compra l'onere dell'abbattimento.
E qui c'è il problema pratico due: serve qualcuno che compra. Vedo che il commentatore qui sopra si fa chiamare "arezzo", ne deduco che forse è delle mie parti. Arezzo: fai un giro per la Valdichiana o meglio ancora per il Casentino e osserva tutti i capannoni provando a contare. Il cartello VENDESI è affisso all'incirca in un capannone su due. Oltre Capolona, a occhio e croce, dico che due capannoni su tre sono in vendita. Per ultimi i capannoni del nuovo stabilimento Tesar di Castelnuovo e dello stabilimento di Astrid a Soci. E questi sono nuovi, ammobiliati, luminosi e completi di macchinari.

 Appello per fonopoli! Li vuole nessuno?