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Mio nonno fava i mattoni ...

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Un simile confronto e' certamente affascinante e per le ultime decadi e' preziosissimo per comprendere come il nostro territorio stia cambiando. C'e' un problema non da poco pero' nel confrontare i dati attuali, forniti da satelliti ad alta risoluzione con i dati del 1900, quando il satellite era solo uno e Wilbur e Orville Wright gestivano un negozio di biciclette costruendo alianti nel retrobottega.

Da dove arrivano i dati del 1900? Dalle mappe catastali del tempo e torniamo ancora al catasto. Le mappe catastali di allora erano fatte su base censuaria di tipo agrario, servivano a calcolare il reddito dominicale.

Il giallo della legenda (cropland) quindi indicava semplicemente una imposizione fiscale diversa da quella del pascolo o della foresta. Questo e' il primo aspetto di cui tenere conto. Si veda ad esempio la Sardegna, non mi sembra che nel 1900 avesse meno pascoli di adesso. Ma il colpo d'occhi dato dalla carta e' questo.

Il secondo aspetto e' che passare da giallo a verde significa che dai terreni agricoli si torna alla foresta. Sicuramente questa e' una dimunuizione dello sfruttamento del suolo, ma per un tot di pixel che da gialli diventano verdi ce ne sono altri, numericamente inferiori,  che diventano Settlement viola. Il cui impatto e' qualitativamente maggiore a parita' di superficie.

Terzo visto che i dati del 1900, a mio parere, vanno presi con le pinze, si vedano i dati degli ultimi decenni. Dal dopoguerra ad oggi il confronto e' impietoso, il consumo di suolo e' un trend evidente e difficilmente controvertibile.

Solo una precisazione biografica. Chi scrive e' un professionista che con il mondo dell'edilizia, e piu' in generale delle costruzioni, ci ha campato per oltre dieci anni e tuttora, anche se in maniera meno diretta continua ad averci a che fare.