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Mio nonno fava i mattoni ...

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Compromesso

Massimo Mauro 22/10/2015 - 10:27

Chiedo per curiosità, per capire meglio, quindi grazie se qualcuno di voi ha la pazienza di rispondere:

1. E' possibile che l'effetto di un'abolizione della tassa sulla casa abbia, in Italia, un effetto economico migliore, sia su consumi sia su fiducia (che immagino siano legati), alla luce della peculiarità culturale italiana - condivisibile o meno - per cui quasi tutti siamo proprietari di casa e che la consideriamo praticamente sacra?

2. E' possibile considerare questa mossa come compromesso "accettabile" tra la cosa migliore da fare dal punto di vista economico e aumento del consenso politico (che, purtroppo o per fortuna, è necessario a governare), come sostenuto in questo articolo? http://stradeonline.it/istituzioni-ed-economia/1467-via-le-tasse-dalla-prima-casa-sbagliato-ma-anche-no

Saluti

1) per quanto riguarda gli effetti mi pare che già l'articolo di apertura dica cose abbastanza razionali. Ti chiedi se per l'Italia, vista la sacralità della casa, ci possa essere una qualche forma di valutazione psicologica (fiducia?) che finisca per rilanciare i consumi. Ecco, va sottolineato che le attuali misure di riduzione del carico fiscale sono fatte non a fronte di riduzione di spese ma in gran parte a deficit. Questo oltre ad essere sub judice da parte di Bruxelles comporta alcuni aspetti proprio sulle aspettative. Se ipotizziamo che chi ha la casa è abituato a fare conti sull'investimento e sugli interessi da pagare, dovrebbe essere verosimile che sapendo che la misura di abolizione della tassa sulla prima casa è fatta a deficit non ci sarà grande fiducia sul fatto che la misura sia definitiva. Di fatto è ormai un'abitudine che questa tassa la tolgono in vista delle elezioni e poi la rimettono durante la legislatura quando i conti pubblici vanno male. Arriveranno quindi nuove tasse? Al massimo possiamo pensare che i contribuenti siano scettici e preferiscano mettere da parte la somma risparmiata.
2) Grazie del link. Trovo che il ragionamento sia molto simile a quello che Ichino presenta qui.
Capisco benissimo quei ragionamenti ma che non ci vengano piu' a blaterare sul "Bene Comune" quanto è chiaro come il Sole che l'intento è solo continuare governare (al limite anche con misure fiscali sbagliate ma premianti) e non risolvere i problemi del paese.  Volessero farlo veramente ridurrebbero la spesa pubblica sulla base dei vari documenti della spending review invece di licenziare chi li ha prodotti. E piu' non fanno quello che dovrebbro fare, piu' sono costretti ad usare toni da ultima spiaggia: "Oggi è l’ondata populista dei No-Euro. Il rischio che diventino troppo forti, che impediscano al Paese di tenere la barra dritta nella direzione giusta.".