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Mio nonno fava i mattoni ...

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è ovviamente un politico al 100% (a differenza di Monti, che di politica capisce poco, come si è visto).  E' ovvio che cerca voti per essere eletto. Il problema è però più complesso. 

i) Ripeti con me (e Boldrin, anche se non lo vuole ammettere perchè è di sinistra :-)) 'la colpa è della ggggente'.  In democrazia la colpa è sempre degli elettori. Sono loro che votano chi abolisce l'IMU sulla prima casa anche se è una sciocchezza economica. E sono loro che vogliono cambiare la legge Fornero, di gran lunga la migliore riforma fatta negli ultimi 10 anni. Persino in Portogallo, non dico in UK, gli elettori hanno capito ed hanno fatto rivincere il partito al governo dopo anni di tagli veri - mica quelli alle vongole fatti in Italia.  Vediamo ora in Spagna.

ii) Renzi, prima di buttarsi a cercar voti alla Berlusconi, ha provato a cercar voti alla Grillo - vendendosi come rottamatore/riformatore.  E' anche riuscito a convincere SB, non si capisce come visto che era una mossa politicamente suicida per SB  (forse dietro  promessa di grazia di Re Giorgio). Se avesse portato a casa la riforma del Senato e la legge elettorale rapidamente, avrebbe potuto andare alle elezioni con un programma di anti-politica svuotando il M5S. Non so se avrebbe avuto succsesso, ma l'uomo è audace e mediaticamente bravissimo. Purtroppo per lui, la sinistra PCI lo ha rallentato. Invece di allinearsi in cambio di promesse di poltrone (come ha fatto Rossi, il governtore della Toscana) ha combattuto una battaglia di retroguardia, non fidandosi o non capendo (Bersani è un genio politico del livello di Monti). Impedendo il blitzkrieg di Renzi si sono garantiti l'oblio politico - non saranno certo ricandidati nel 2017 e non credo che l'ennesimo partitino della sinistra abbia molte speranza.  Il M5S ha ormai conquistato quello spazio elettorale. Ma hanno costretto Renzi ad una strategia alternativa democristiana di più lenta creazione del consenso nel paese e nel palazzo (cf. Verdini).  E il consenso in Italia si crea con i soldi pubblici, purtroppo (cf i).  Dobbiamo 'ringraziarlo' che si è fermato un attimo prima dell'abisso, e non ha (per ora) toccato la legge Fornero.

In breve, Renzi è il meno peggio - l'alternativa è Grillo. Dobbiamo solo sperare che la ripresina-ina-ina dia un minimo di respiro alla casse statali.

Io sono d'accordo con Voi. Come pure con il professor Boldrin, per la parte restante del suo articolo fuori dalle obiezioni che muovevo qui sopra.
Che sono tantine, lo riconosco, ma mica si può esser d'accordo su tutto.

La mia posizione, in merito all'abolizione dell'IMU da parte di Renzi - che era il punto di partenza, e mi rendo conto adesso in tutta la tirata non ho ancora esternato - è che questa uscita oltre a esser bassa propaganda elettorale è sbagliata e dannosa.
L'IMU andava lasciata com'era.
Quindi su questo Nasissimo è d'accordo con Voi e con Boldrin e Zanella.

Poi però il dibattito si è spostato sulle imposte sulla casa in generale, se siano giuste o sbagliate prima, e poi utili oppure dannose. E su questo punto la mia posizione è quella esternata in questi due interventi, mi pare in modo abbastanza chiaro e articolato.
L'imposta sulla casa colpisce il Risparmio accumulato nel corso di più generazioni, che invece si dovrebbe incoraggiare e tutelare (Art. 47), il diritto inalienabile all'abitazione e la sicurezza delle famiglie; ed è una carognata perché la capacità contributiva non è correlata, se non debolmente, alla grandezza o al valore della casa.
Quindi colpisce di più proprio quello che è in difficoltà, che ha perso il lavoro, o che si è ammalato, e vede crollare il proprio reddito, mentre deve pagare sempre la stessa cifra solo per il fatto di vivere in una casa che era la casa di famiglia, e lui non ha neppure scelto di abitare. 
E' un Testatico, ed è questa la ragione per cui è odiata e intrinsecamente ingiusta.

Tuttavia, finché si mantiene su livelli tali da non mettere in ginocchio le persone (proporzionali al reddito medio più che al valore delle case) una imposta sulla casa può avere l'effetto benefico di stimolare i proprietari di case a impegnarsi, a "essere bravi", e renderle produttive in qualche modo. Per quantificare, io credo che questo livello - in questa Italia - si collochi suppergiù dove stava fino all'altro ieri, per questo andava lasciata com'era.

Al di sopra di questo livello, l'imposta sulla casa diventa presto fortemente regressiva.
La domanda che ponevo tra parentesi (vendere.. a chi?) mica era una domandina da poco.
A chi le vendiamo, tutte queste case, ai venusiani? Ché affinché si concluda una vendita deve esserci un venditore, ma deve esserci pure un cavolo di compratore. Se l'imposta sulla casa supera quel limite oltre al quale detenere la proprietà di una casa diventa una iattura, e la maggior parte degli abitanti in casa di proprietà viene spinto a vendere per disperazione, si verifica un esubero di offerta sulla domanda e ciò produce un crollo dei prezzi. Ma anche coi prezzi stracciati non compaiono nuovi compratori dal nulla. I potenziali compratori sarebbero quelli desiderosi di viverci, in quelle case, ma questi son proprio quelli che stanno vendendo. A chi vendiamo quindi?
Non ci vuole grande fantasia per capire cosa accadrebbe. A comprare sarebbero quei soggetti che dispongono di grande liquidità, e sono disponibili a convertirla in assets sicuri anche se a bassa remuneratività.
Tipicamente sono le mafie, le camorre e le organizzazioni criminali che devono riciclare denaro.
Pe' du spicci li Casamonica se comprano tutte le case de Roma, e poi le ri-affittano agli stessi disgraziati che ci vivevano prima, avendo tu creato un esercito di nuovi poveri senzatetto, grazie alla brillante idea di mettere una imposta esorbitante sulla prima casa.
E questo sarebbe l' "effetto redistributivo" di cui parla il professor Boldrin?
Oppure rispetto a una proprietà di case distribuita, ci piace di più un sistema di case popolari assegnate dal comune a una massa di nullatenenti non-proprietari, in base ai criteri suoi, in uno scenario degno della Kazan di Breznev?
Altro che redistributiva, l'imposta sulla casa è regressiva: non appena supera una soglia minima proporzionale al reddito medio, favorisce la formazione di un'oligarchia di redditieri, oppure la disintegrazione della proprietà distribuita, e il conferimento dei servizi abitativi alle strutture assistenziali della pubblica amministrazione.

Ora può darsi che Nasissimo sia un povero scemo che non ha capito nulla, però noto che tra questi stessi commenti ce ne è uno in cui un lettore di nFA, "amerikano" pure lui, dopo interessanti considerazioni sulle modalità e sulle ragioni della tassa sulla casa negli USA, scrive:

Il problema (..) non è la doppia tassazione, è che in pratica è una poll tax (forse Renzi qualcosa sulla Thatcher la sa e ha imparato la lezione). 
Vieni tassato non in base al reddito, ma in base fissata al valore di qualcosa che hai comprato in passato. (..)
Diventi disoccupato, ti ammali, le tue condizioni peggiorano? devi pagare la stessa somma. Con tasse sul reddito la rovina finanziaria per non-pagamento di tasse è impossibile, indipendentemente dall'imposizione fiscale. Con le tasse sulla casa, si. (..)
Per questo, tasse del genere possono benissimo aumentare la diseguaglianza.  
Se le tasse diventano troppo regressive, la società si trasforma in un'oligarchia.

Che è esattamente quello che dico io, scritto in parole diverse.

Concludo dicendo che la "cattiveria" del prof. Boldrin non mi disturba, fa parte del tipo e glie la concedo di buon grado. Anzi gli rendo merito, e rendo merito anche ai prof. Federico e Zanella e tutti gli altri, di non avermi ancora bannato; nonostante il fatto che io non riesca a trattenermi dal lanciare ogni tanto qualche frecciata (questa è la mia, di condanna), e di consentirmi così diritto di replica, in questo blog che in fondo è casa loro.
Solo mi pare che Boldrin sia un po' troppo permaloso. Subito uno scacco una volta, se la lega al dito e non gli passa più. Magari gli farebbe bene respirare un po' meno smog amerikano, e un po' più di brezza toscana.