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Mio nonno fava i mattoni ...

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L'Italia ha una percentuale di terreni collinari e montuosi decisamente più alta degli altri stati citati, quindi un confronto alla pari non è corretto. Si dovrebbe tenere conto dell'altezza, inclinazione del terreno e della temperatura (influenzata anche dalla latitudine).

Non sono un esperto in materia, ma tempo fa avevo dato uno sguardo ad alcuni indicatori e i risultati dicevano che il nostro paese in quanto a consumo di suolo disponibile sta messo male.

In questo post ci sono molti spunti interessanti, si vede che l'argomento è di quelli caldi. Ci sarebbero molte cose da aggiungere su come è stato gestito il mercato immobiliare negli ultimi decenni e sulle distorsioni economiche, ma anche tecniche che questo ha comportato.

Mi soffermo solo su quello che, secondo me è il peccato originale, il comune interesse tra gli operatori economici e le autorità di pianificazione (i comuni). Sempre più spesso questi finanziano le spese correnti con gli oneri di urbanizzazione. Maggiori sono le inefficienze peggiori sono le condizioni del territorio.

La continua contrazione delle imposte locali potrebbe addirittura peggiorare la situazione, se non fosse che il mercato è talmente prostrato da non rendere vantaggioso sfruttare questo momento. Questo ha fatto anche sì che si preferise continuare ad urbanizzare nuovo territorio anziché favorire il recupero del patrimonio esistente, con l'ovvio peggioramento dello stato dei centri urbani.

Come se non bastasse, dato che il premio dell'investimento stà nella trasformazione di un terreno da agricolo ad edificabile, tutti gli altri parametri della costruzione diventano secondari in primis la qualità della costruzione. Quindi anche le competenze tecniche dei professionisti coinvolti diventano del tutto secondarie.

L'elenco delle distorsioni è lunghissimo, ma non è questa la sede per andare a fondo.