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Mio nonno fava i mattoni ...

5 commenti (espandi tutti)

Bah

Marco P 21/10/2015 - 11:49

1. "Ogni riduzione del carico fiscale è buona cosa": qui ha cannato. Non ogni riduzione è buona cosa, ma neanche ogni riduzione è cattiva cosa. Prendere un estremismo e ribaltarlo per me rimane estremismo. a titolo esemplificativo, c'è questo concetto che forse conoscerà https://en.wikipedia.org/wiki/Laffer_curve

2. "personalmente ci va benissimo anche la tripla tassazione se questa minimizza le distorsioni (welfare loss) e massimizza gli incentivi alla creazione del reddito per ogni dato livello di spesa pubblica.". AAARGH. Qui c'è il problema dell'economista che si sente scienziato, oserei dire marxianamente. Ci deve anche essere un concetto di equità e giustizia, non può essere solo "for the greater good of society", l'importante che la somma sia positiva che poi alcuni ci perdano esageratamente chissene. Personalmente ("ci", SIC?!?!, pluralis maiestatis?) che a lui vada bene non me ne può fregare di meno

3. "Una cultura, alla fine, parassitica perché vuole mantenere lo status quo ed i privilegi acquisiti per via politica da chi oggi è anziano ed ha potere elettorale lasciando al freddo". Qui ha ragione, concettualmente. Ma anche i giovani comprano le case, non stiamo parlando delle pensioni. Togliere la tassa alla casa aiuta anche un giovane che se la vuole comprare... 

4. "No, non è vero che ci sarebbero milioni di ricorsi per la semplice ragione che il ricorso costa e vale la pena spendere quei soldi solo se non è frivolo". Chiaramente qualcuno che manca molto dall'Italia. Non ci ha capito proprio niente, vogliamo parlare del ricorso medio al TAR?

5. "A differenza della produzione e acquisto di un nuovo macchinario, la transazione su un immobile non è un investimento per l'economia nel suo complesso, ma è solo il passaggio di mano di un bene già esistente". Il settore immobiliare è importante per l'economia (poi sono d'accordo anche con quanto scritto, ossia che si esagera l'importanza dell'effetto sull'economia). Però però, non si possono ignorare effetti benefici, di cui elenco un paio. Punto 1, spesso chi compra fa lavori, che fanno girare molti soldi (basta vedere quanti usano gli incentivi del governo per la ristrutturazione, e ci sono studi su come questi incentivi siano positivi per le casse dello stato - considerando che lo stato rinuncia al 50% in tasse devono essere alti i contraccolpi positivi!). Punto 2, si dimentica l'effetto ricchezza. Se uno ha una casa che vale di più, si sente più ricco, punto. Ergo spende di più, quindi gira l'economia. Secondo me questo si dimostra inter alia con un grosso esempio contrario. Quando è crollato il mercato immobiliare americano si sono viste le conseguenze...

6. "grazie al progresso tecnologico, vero motore della crescita economica, il prezzo dei beni d'investimento "veri e propri" sta scendendo da decenni invece di salire!". Bah, anche qui... è vero che costano meno le cose, ma per restare sui consumatori costa meno un PC ma c'è un nuovo fabbisogno (smartphone, fibra, etc). In più, questi panieri istat lasciano il tempo che trovano. Un PC costerà pure la metà di quello che costava l'anno scorso, ma non puoi confrontare le stesse macchine nel mondo della tecnologia, devi confrontare sempre il prodotto "più nuovo". Questo a maggior ragione negli investimenti per imprese, vabbè che un macchinario costa meno di 50 anni fa, ma secondo me le imprese ora per restare al passo coi tempi devono fare molti più investimenti di 50 anni fa quando erano di fatto monopolisti e non avevano aziende di tutto il mondo che cercavano di arraffare il loro mercato

7. "Perché, banalmente, se comuni e regioni devono essere resi fiscalmente responsabili ed autonomi questo può avvenire PRINCIPALMENTE solo tassando gli immobili ". Ecco, questo è un risultato che NON vogliamo. La maggior parte del sud (in cui includo il Lazio) non è in grado di gestirsi in maniera autonoma finanziariamente, lo dimostrano i buchi continui a Roma, in Calabria, etc. Quindi diciamo che non mi dispiace una maggiore centralizzazione. 

8. tutto il punto sul fatto che 300 euro di IMU non siano rilevanti, bah, beato lui. Lui dice che 300 euro annui è quanto paga in media un italiano proprietario di casa. Considerando che un mutuo mediamente ti costa 600 euro mensili (o 7200 annui), stiamo parlando del 5% della spesa annua, secondo me non peanuts, poi anche io sono bravo a giocare con le capitalizzazioni. E poi mi ritira fuori la storia degli 80 euro, che sono 1000 euro ANNUI. Oh, in Italia in media un giovane guadagna 15000 euro, come fai a dire che 1000 euro in più non sono niente?

9. e poi non facciamo confronti con gli USA, dove la tassazione sul reddito è infinatamente più bassa. Ossia non puoi fare cherry picking, devi confrontare sistemi fiscali nel loro complesso. Era meglio togliere a ogni singolo italiano (non solo ai meno abbienti e agli evasori) un po' di tasse sul reddito, invece di farlo sulle tasse sulla casa? Sarei concettualmente d'accordo. Fattibile in Italia? non direi. Hai ottenuto lo stesso risultato (o comunque un risultato simile) togliendo l'IMU? Secondo me si.

10. in generale secondo me cadi nell'applicazione, secondo me, come molti accademici (ahem). Nei terribili anni 90 italiani, quelli delle privatizzazioni regalate etc, uno dei modi per i politici di lavarsi la coscienza era abbassare le tasse a "chi ha di meno". anche qui, principio nobile, però poi oggetto di abusi. Già chi guadagna di più in Italia paga di più perchè ha una base imponibile più alta, ovviamente, ma anche perchè ha un'aliquota marginale più alta, e vabbè. Poi però, quando paghi la retta universitaria, la paghi in base al reddito. Quando paghi il ticket, lo paghi in base al reddito. etc etc. Così va a finire che chi evade ci guadagna varie volte: a) non paga imposte sul reddito, b) si tiene l'IVA, c) paga i servizi di meno perchè risulta allo Stato meno abbiente di quello che è. Vuoi un esempio pratico: esenzione dal pagamento della retta universitaria per famiglie con reddito inferiore a 10,000 euro, con figli a carico etc. Ma a parte pochi casi umani, saranno tutti evasori! Chi è che può mantenere una famiglia con quelle cifre? Per questo, secondo me, togliere la tassa sulla casa, dove praticamente tutti gli italiani hanno una casa, è concettualmente giusto e ripara i tanti torti fatti. Togli una tassa praticamente a tutti gli italiani, in modo lineare (e oserei dire proporzionale, finalmente)

11. non parliamo della follia della IMU sugli imbullonati, o su quella dei terreni agricoli. Da una parte tassi i terreni agricoli, dall'altra dai incentivi all'agricoltura perchè non si tengono in piedi le aziende agricole...

Re: Bah

tizioc 21/10/2015 - 13:40

Togliere la tassa alla casa aiuta anche un giovane che se la vuole comprare...

Intervengo solo su questo punto del suo commento, visto che è il più interessante e apre un tema che forse non è debitamente affrontato nell'articolo. Sarà vero che togliere la tassa alla casa aiuta chi se la vuole comprare? Se parliamo di imposta immobiliare in senso stretto (e non, ad esempio, di costi per la compravendita dell'immobile), la risposta paradossalmente è no. Questo perché buona parte dell'imposta, soprattutto nelle aree urbane in cui il gettito è più elevato, grava sul valore del suolo che è una parte consistente del valore dell'immobile.  E poiché il suolo è in quantità fissa, un'imposta sulla rendita del suolo finisce per essere capitalizzata nel suo valore di mercato.  Quindi chi intende acquistare casa finisce per pagare un prezzo più basso.

Naturalmente chi acquista la casa deve poi pagare l'imposta, e questo è un costo, ma supponendo che il carico fiscale complessivo resti invariato, pagherà in ogni caso, ad esempio, meno imposte sul reddito.  È invece sicuramente perdente il precedente proprietario della casa (ammesso che non abbia semplicemente venduto casa per acquistarne una di valore uguale o superiore, come talvolta accade, perché in quel caso finirebbe in pari o sarebbe acquirente netto).

chi compra una casa pagherà meno imposte sul reddito? Vorrei capirlo.

Bah, secondo me il progresso tecnologico, bah bah, secondo me i nuovi bisogni, bah bah bah, secondo me il paniere Istat, bah bah bah, si è vero ma, bah bah, secondo me i "soldi che girano", bah bah bah

Grazie dell'intervento, ma lo trovo sprecato in questo piccolo blog. Il bar all'angolo del palazzo e la comunità che lì si ritrova ne potrebbero invece beneficiare immensamente.

Saluti.

Bah

aargh!

dragonfly 21/10/2015 - 17:04

7. "Perché, banalmente, se comuni e regioni devono essere resi fiscalmente responsabili ed autonomi questo può avvenire PRINCIPALMENTE solo tassando gli immobili ". Ecco, questo è un risultato che NON vogliamo. La maggior parte del sud (in cui includo il Lazio) non è in grado di gestirsi in maniera autonoma finanziariamente, lo dimostrano i buchi continui a Roma, in Calabria, etc. Quindi diciamo che non mi dispiace una maggiore centralizzazione.

parla per te, io lo voglio eccome. potrei dire anche di essere in vasta ed autorevole compagnia e che questo era l' auspicio comune uscito da un pluriennale dibattito fra teste pensanti. auspicio che adesso diventa ridicolo a causa di un provvedimento  non meditato....

mi limito solo a ricordare/sperare che i comuni incapaci  e spendaccioni non lo sono per tara genetica ma per una miriade di ragioni, la prima delle quali è che la buona e oculata amministrazione fa rischiare di perdere le elezioni.  spendere invece soldi "degli altri", che cioè sembrano provenire dalla luna, appare sempre agli elettori locali  un gran bell'affare e qualunque amministratore  locale che asseconda l'andazzo,  un benefattore. se si ricostruisce almeno in parte il legame fra tasse locali e spesa pubblica locale, allora prima di premiare col voto er batman, anche il più distratto ci pensa un attimo.