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Mio nonno fava i mattoni ...

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Cito l'articolo, sulla controversia tasse/imposte sulle abitazioni:

Ma i costi pubblici che una casa genera vanno ben al di là di quelli appena elencati, essi includono il servizio di polizia e di difesa della proprietà, i parchi e le altre amenità circostanti, la quantità e qualità di servizi scolastici, i musei e così via. Per evitare sciocche obiezioni: la presenza, per esempio, di scuole di qualità nelle vicinanze della casa beneficia anche chi non ha figli in età scolare per la semplice ragione che potrebbero averne (di figli) i potenziali acquirenti della casa e questa aumenta il proprio valore di mercato grazie alla presenza delle scuole.

I costi citati, in realtà, sono già stati pagati.

Si chiamano "oneri di costruzione", e li paga il costruttore.

Una delle poche cose razionali in questo paese sono i piani urbanistici. Da questi, discendono la posizione e la dimensione di impianti e di edifici accessori all'urbanizzazione.

Quando si costruisce un edificio, in questo paese (strano però che in USA sia diverso) si pagano anche gli oneri che l'amministrazione pubblica metterà obbligatoriamente da parte per la costruzione delle previste infrastutture primarie (fogne, linee elettriche, strade etc) e secondarie (parchi, parcheggi, scuole, ospedali etc).

Questi costi, perciò, non giustificano alcuna preferenza per le imposte rispetto alle tasse. Sono già stati pagati in origine.

Per i costi generali, invece, resta l'imposizione fiscale sui redditi (ad esempio: le esistenti IRPEF comunale e regionale. Ma io aggiungerei anche quelle sulla proprietà fondiaria, come sostenevo nel post prcedente)

Come avevo già segnalato, poi, sarebbe auspicabile che anche i costi per la sorveglianza delle abitazioni (polizia locale) fossero stralciati ed inseriti nella tassazione (non imposizione) specifica:

Poniamo che un tal comune sia altamente soggetto a furti in casa.  E' altamente probaile che i suoi abitanti siano disposti a pagare di più per attività indirizzate a tale fine,  e che i suoi amministratori siano più imbarazzati a stornare ingenti cifre, ad esempio, per il "gemellaggio" con cittadine sparse per il mondo.

La seconda critica alla preferenza di tasse locali sull'abitazione rispetto alle imposte generali starebbe nel fatto che:

(ii) Piaccia o meno (a noi non piace per niente, come argomentiamo alla fine) in Italia il federalismo fiscale non solo non c'è mai stato ma è morto e sepolto.

Non voglio aggiungere altre "sciocche obiezioni" personali a tale forte argomentazione.

Mi limito a citare quanto qualcuno ha scritto alla fine dell'articolo:

Questo dice, senza tentennamenti, ogni qualsiasi teoria dell'imposizione ottima, questo dice il buon senso ed a questo arriva, banalmente, chiunque abbia interesse al futuro di questo paese.

 

verosimilmente, trasferisce sui compratori gli oneri di urbanizzazione.

esatto

Guido Cacciari 22/10/2015 - 11:32

E' ciò che ho detto. Non c'è bisogno di imposizione fiscale sui proprietari per far pagare scuole etc.

L'hanno giò fatto.

Dipende da cosa si intende per oneri di urbanizzazione.
Leggo che:

Gli oneri di urbanizzazione sono distinti in contributi per la realizzazione dell’urbanizzazione primaria (strade, fogne, illuminazione pubblica, rete di distribuzione energia elettrica e gas, aree per parcheggio, aree per verde attrezzato. ecc.) e per l’urbanizzazione secondaria (asili e scuole materne, elementari, medie inferiori, istituti superiori, consultori, centri sanitari, edifici comunali, edifici per il culto, aree di verde attrezzato di quartiere, ecc.).

Naturalmente questo corrisponde alle spese di investimento mentre per la gestione ordinaria per forza di cose si ricorre a tasse ed imposte.

Per i costi generali, invece, resta l'imposizione fiscale sui redditi (ad esempio: le esistenti IRPEF comunale e regionale. Ma io aggiungerei anche quelle sulla proprietà fondiaria, come sostenevo nel post prcedente)