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Mio nonno fava i mattoni ...

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dovrebbe essere stato censito da un bel pezzo, eccezion fatta per quello totalmente abusivo; i valori effettivi delle transazioni non sono affatto inconoscibili, tanto che sono pubblicati dall'Agenzia delle Entrate su un Osservatorio on-line. Qualcuno dirà che questa riporta i prezzi dichiarati e non quelli effettivi ma mi risulta che ormai si tenda ad approssimarsi a quelli effettivi per evitare sanzioni in sede di accertamento.

La difficoltà vera sta forse nelle circostanze evocate nell'ultimo paragrafo, la trasformazione del tessuto dei centri storici da popolare a residenziale di pregio ma anche e soprattutto a sede di attività produttive terziarie, che comporterebbe importanti adeguamenti degli estimi. Più che i "ricchi", credo che siano i produttori a non gradirli.    

Segnalo un post di Dario Stevanato:  http://www.giustiziafiscale.com/index.php?option=com_content&view=article&id=799:tassazione-della-prima-casa-tra-abolizione-e-riprogettazione-del-tributo&catid=43:giustizia-fiscale-possibile&Itemid=127&jjj=1445272749604

In effetti sarebbe cosa buona e giusta proporre una riformulazione dell'imposta. I punti suggeriti sono tutti di buon senso. Aggiungerei che imponendo la somma  degli immobili posseduti (o il capitale mobile ed immobile) è doveroso, oltre alla soglia di esenzione poter dedurre gli eventuali debiti fatti per comprare casa e che inoltre deve poter essere messo in deduzione dal reddito l'importo speso per la gestione/manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, in modo forfettario oppure a piè di lista e le spese bancarie di gestione attiva del capitale.  Tutto questo pero' presuppone un fisco efficente che usi meno le mitragliette in strada e piu' i computer in ufficio.