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Mio nonno fava i mattoni ...

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ottimo post.

Un solo piccolo appunto: la riforma del catasto, a quanto ho capito, dovrebbe basarsi sui valori effettivi degli immobili, come rilevati dalle transazioni.  Non è così semplice e non si fa in un secondo: bisogna prima censire il patrimonio edilizio, scoprendo gli evasori e sopratutto misurare le dimensioni della case (ora il catasto è in 'vani', unità di misura assurda, mentre i iprezzi sono in metri quadri) e  stabilire delle equivalenze fra immobili venduti ed immobili da accastare (non semplice in un paese come l'Italia con tipologie edilizie molto diverse)

In ogni caso,  al di là del nome tradizionale di catasto,  l'obiettivo dovrebbe essere  simile al sistema americano (probabilmente con meno trasparenza). Infatti è altamente impopolare presso i ricchi, che spesso abitano in case ex-popolari (e quindi accatastate a cifre basse) ma ristrutturate (e quindi di valore di mercato elevato). E, ovviamente, presso gli impiegati del catasto che dovrebbero lavorare... 

dovrebbe essere stato censito da un bel pezzo, eccezion fatta per quello totalmente abusivo; i valori effettivi delle transazioni non sono affatto inconoscibili, tanto che sono pubblicati dall'Agenzia delle Entrate su un Osservatorio on-line. Qualcuno dirà che questa riporta i prezzi dichiarati e non quelli effettivi ma mi risulta che ormai si tenda ad approssimarsi a quelli effettivi per evitare sanzioni in sede di accertamento.

La difficoltà vera sta forse nelle circostanze evocate nell'ultimo paragrafo, la trasformazione del tessuto dei centri storici da popolare a residenziale di pregio ma anche e soprattutto a sede di attività produttive terziarie, che comporterebbe importanti adeguamenti degli estimi. Più che i "ricchi", credo che siano i produttori a non gradirli.    

Segnalo un post di Dario Stevanato:  http://www.giustiziafiscale.com/index.php?option=com_content&view=article&id=799:tassazione-della-prima-casa-tra-abolizione-e-riprogettazione-del-tributo&catid=43:giustizia-fiscale-possibile&Itemid=127&jjj=1445272749604

In effetti sarebbe cosa buona e giusta proporre una riformulazione dell'imposta. I punti suggeriti sono tutti di buon senso. Aggiungerei che imponendo la somma  degli immobili posseduti (o il capitale mobile ed immobile) è doveroso, oltre alla soglia di esenzione poter dedurre gli eventuali debiti fatti per comprare casa e che inoltre deve poter essere messo in deduzione dal reddito l'importo speso per la gestione/manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, in modo forfettario oppure a piè di lista e le spese bancarie di gestione attiva del capitale.  Tutto questo pero' presuppone un fisco efficente che usi meno le mitragliette in strada e piu' i computer in ufficio.