Titolo

La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

4 commenti (espandi tutti)

Numeri?

Nell'organizzare un referendum ci sono costi fissi x e costi variabili y. Dato che la RI ha più elettori della EΔ, i costi fissi x vengono spalmati su più elettori, e.g. sotto l'ipotesi di parità di struttura dei costi per i due paesi, il costo per elettore italiano dovrebbe essere inferiore. Nella pratica la RI é quasi certamente piú cara, vedi in generale gli indici per la paritá di potere d'acquisto, per cui non mi stupirei che alla fine, tutto incluso, il costo per elettore sia piú elevato nella RI che nella EΔ.

Che proporzione?

400 : 47 ≈ 68 : 8

Lo fa anche La Stampa, citando varie fonti. La cosa più ridicola, se fosse vera, è che potrebbero non riuscire a farlo perchè non gli danno la carta a credito, e soldi per pagarla non ve ne sono.

Se accadesse così sarebbe la degna conclusione di una farsa.

Approfitto anche per unirmi alla standing ovation per la Merkel. Un plebiscito è sempre una pessima scelta (un referendum confermativi no, sono indispensabili per una buona democrazia e sono cosa diversa).
Sarebbe stato forse accettabile se Tsipras avesse iniziato le trattative dichiarando che se non fosse riuscito ad ottenere quanto promesso in campagna elettorale avrebbe ridato la parola al popolo.
Ma farlo all'ultimo momento, come ricatto verso gli altri paesi, non è proprio accettabile.
E comunque, nel momento in cui decidi di farlo, devi garantire che i cittadini si possano esprimere su un quesito preciso, non qualcosa che può cambiare fino al momento del voto.
Altrimenti su cosa si fà la campagna per il si o il no?
Provare a trattare dopo aver chiesto il referendum è la prova (ennesima) del poco rispetto che Tsipras ha per il processo democratico e lo stato di diritto.

Non mi sono molto chiare le conseguenze di una vittoria del si... se dovesse vincere il si che cosa succede ? Presumo che tsipras si dimetta (facendo campagna per il no mi pare il minimo)... quindi come si va avanti ? i creditori firmano un accordo con un governo dimissionario poi aspettano e sperano che dalle urne esca un governo ragionevole ? La tempistica è molto stretta non so quanto convenga ai creditori assumersi questi rischi, chiunque potrebbe vincere l' elezioni: Il si prima dei controlli di capitale era al 30% dopo era al 37%, contro un 47% di no prima dei controlli passato al 40% dopo i controlli, se dovesse vincere il si lo farebbe in modo risicato, una volta votato hanno 15 giorni e poi il 20  luglio dovranno pagare 3,5 miliardi di tranche alla ECB, se non dovessero riuscirci cosa farà la ECB con l' ELA data ad atene ? dovrebbe terminare in automatico perchè si può dare solo a soggetti solventi, ma se dovesse terminare l' ELA per atene sarebbe il collasso del sistema bancario... poi tutto è possibile e tutto si può fare, ma non è cosí scontato che il si corrisponda ad un non default di atene... 

Un plebiscito è sempre una pessima scelta

Nostalgia di gulag e Siberia?