Titolo

La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

7 commenti (espandi tutti)

Stime

Alessandro Riolo 1/7/2015 - 13:42

Ottimisticamente ipotizzando 8 milioni di elettori e 1000 elettori a sezione, a 5000 Euro a sezione sono 40 milioni di Euro minimo. Realisticamente, alla Repubblica Italiana le legislative costano poco meno di 400 milioni di Euro per 47 milioni di elettori, e.g. 8.5 milioni di Euro a milionata di elettori. Senza nemmeno considerare che i costi fissi incideranno piú sulla Grecia, a quel costo in proporzione come minimo sono 70 milioni di Euro per 8 milioni di elettori.

200 milioni saranno troppi, ma 20 milioni appaiono veramente pochi.

Purtroppo non sono riuscito a trovare dati più espliciti di questi circa i costi diretti per lo Stato Italiano in caso di referendum:

«Le spese certe dello Stato per ogni consultazione referendaria oscillano tra 170 e 200 milioni di euro di costi diretti tra cui rimborsi ai comuni, remunerazione dei presidenti di seggio e degli scrutatori, costo del trasporto delle schede, costi del personale di sicurezza per garantire il regolare svolgimento delle elezioni.»
https://it.finance.yahoo.com/notizie/Referendum-quanto-ci-costa-yfin-179...

Prendiamo il massimo, 200 milioni, e consideriamo che nel nostro referendum del 2011 si potè votare per due giorni. Assumiamo ora che, se si fosse votato un giorno solo, si sarebbe potuto risparmiare il 30%.

In queste ipotesi, dunque, abbiamo costi diretti per lo Stato di 140 milioni, quindi circa 3 al milione di persone.

Pertanto, applicando i costi italiani, il referendum peserebbe sulle casse dello Stato greco circa 24 milioni.

 

«Senza nemmeno considerare che i costi fissi incideranno piú sulla Grecia,»

Numeri?

 

«a quel costo in proporzione come minimo sono 70 milioni di Euro per 8 milioni di elettori.»

Che proporzione?

Numeri?

Nell'organizzare un referendum ci sono costi fissi x e costi variabili y. Dato che la RI ha più elettori della EΔ, i costi fissi x vengono spalmati su più elettori, e.g. sotto l'ipotesi di parità di struttura dei costi per i due paesi, il costo per elettore italiano dovrebbe essere inferiore. Nella pratica la RI é quasi certamente piú cara, vedi in generale gli indici per la paritá di potere d'acquisto, per cui non mi stupirei che alla fine, tutto incluso, il costo per elettore sia piú elevato nella RI che nella EΔ.

Che proporzione?

400 : 47 ≈ 68 : 8

Lo fa anche La Stampa, citando varie fonti. La cosa più ridicola, se fosse vera, è che potrebbero non riuscire a farlo perchè non gli danno la carta a credito, e soldi per pagarla non ve ne sono.

Se accadesse così sarebbe la degna conclusione di una farsa.

Approfitto anche per unirmi alla standing ovation per la Merkel. Un plebiscito è sempre una pessima scelta (un referendum confermativi no, sono indispensabili per una buona democrazia e sono cosa diversa).
Sarebbe stato forse accettabile se Tsipras avesse iniziato le trattative dichiarando che se non fosse riuscito ad ottenere quanto promesso in campagna elettorale avrebbe ridato la parola al popolo.
Ma farlo all'ultimo momento, come ricatto verso gli altri paesi, non è proprio accettabile.
E comunque, nel momento in cui decidi di farlo, devi garantire che i cittadini si possano esprimere su un quesito preciso, non qualcosa che può cambiare fino al momento del voto.
Altrimenti su cosa si fà la campagna per il si o il no?
Provare a trattare dopo aver chiesto il referendum è la prova (ennesima) del poco rispetto che Tsipras ha per il processo democratico e lo stato di diritto.

Non mi sono molto chiare le conseguenze di una vittoria del si... se dovesse vincere il si che cosa succede ? Presumo che tsipras si dimetta (facendo campagna per il no mi pare il minimo)... quindi come si va avanti ? i creditori firmano un accordo con un governo dimissionario poi aspettano e sperano che dalle urne esca un governo ragionevole ? La tempistica è molto stretta non so quanto convenga ai creditori assumersi questi rischi, chiunque potrebbe vincere l' elezioni: Il si prima dei controlli di capitale era al 30% dopo era al 37%, contro un 47% di no prima dei controlli passato al 40% dopo i controlli, se dovesse vincere il si lo farebbe in modo risicato, una volta votato hanno 15 giorni e poi il 20  luglio dovranno pagare 3,5 miliardi di tranche alla ECB, se non dovessero riuscirci cosa farà la ECB con l' ELA data ad atene ? dovrebbe terminare in automatico perchè si può dare solo a soggetti solventi, ma se dovesse terminare l' ELA per atene sarebbe il collasso del sistema bancario... poi tutto è possibile e tutto si può fare, ma non è cosí scontato che il si corrisponda ad un non default di atene... 

Un plebiscito è sempre una pessima scelta

Nostalgia di gulag e Siberia?