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La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

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Idea che, leggo qua e là, sta prendendo piede.

Intanto mi faccio qualche dubbio sulla legittimità del referendum greco. Premesso che non conosco la loro costutuzione, mi limito ad usare in buon senso giuridico-istituzionale prendendo spunto da quanto si fa in tema di democrazia diretta in Svizzera, dove ogni accordo internazionale deve essere approvato dai cittadini per via referendaria (referendum confermativo obbligatorio).

A fronte di una trattativa tra stati, i diplomatici svizzeri avrebbero trattato e se fossero arrivati ad un accordo (parafato) il parlamento avrebbe ratificato o no questo accordo. Poi in CH c'è il referendum obbligatorio su ogni trattato internazionale. Ma il testo su cui votare è chiaro. E' una legge votata dal parlamento svizzero con un articolato ben preciso. Niente accordo, niente ratifica parlamentare, niente referendum.

Nel caso greco questo non c'è. Quindi dal punto di vista dello stato di diritto si vota sul nulla. Non si vota su una legge greca ma su un foglio di carta preparato dai "creditori", su un documento frutto di una trattativa interrotta. Un simile referendum è assolutamente singolare. Evidentemente, dando per assodata la buona fede, la costituzione greca lo permette ma qualche dubbio mi sorge.