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La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

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Sono d'accordo con Franco. Guido invece scrive:

finché ci saranno dei cretini a sostenere che le regioni povere debbano essere mantenute dalle ricche, le prime resteranno povere

Non mi sento offeso, perchè non l'ho mai sostenuto. Sono allibito che mi venga presentato il caso di Detroit come controesempio, a quanto pare non hai capito cosa volevo dire.

1) Crisi del debito per una regione porta "miseria e sofferenze". Negli Stati Uniti, grazie alla forte integrazione politica, i politici di Detroit non fanno campagne anti-Washington. Al contrario, in Europa ogni paese che deve o ha dovuto prendere provvedimenti di austerità ha politici anti-Bruxelles molto molto popolari.

2) default significa non ripagare i debiti. Dalla Grecia invece vogliamo la restituzione di ogni centesimo del credito fornito dagli enti pubblici internazionali, cosa che non sia stata chiesta a Detroit (per quanto ho capito). In realtà, poi, non stavo parlando della possibilità o meno che enti locali vadano in default. Non predico il sostentamento delle regioni povere a carico di quelle ricche, ma osservo che - di fatto - questo accade molto molto spesso in moltissimi paesi. Come ha scritto Franco, l'UE non si può permettere forti squilibri, ma i forti squilibri sono naturali quando metti insieme regioni così eterogenee.

Ho finito i commenti a disposizione... alla prossima