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La Grecia e l'architettura degli organismi internazionali

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Visto che si parla in questi giorni di DSK (per le vicende giudiziarie ed il suo bisogno di distrarsi perché stava salvando il mondo) sono andato a cercarmi il suo profilo su wiki.

Leggo, nella parte di scheda che riguarda la direzione di FMI che:

La sua nomina a Direttore Generale portava con sé dei progetti di forte cambiamento programmatico e di mutamento degli indirizzi ideologici del Fondo e si caratterizzava per una piattaforma di principi marcatamente keynesiani, in contrasto con la scuola di orientamento liberista dominante presso il FMI. Aveva destato scalpore in particolare all'interno dell'istituto un suo discorso tenuto alla Brookings Institution nell'aprile del 2011 (un mese prima dello scandalo a sfondo sessuale di cui fu vittima) in cui metteva in discussione i principi liberali ai quali si ispirava il FMI e proponeva apertamente di combattere la diseguaglianza dei redditi attraverso il ritorno alla piena occupazione e gli investimenti di natura pubblica.

Mi chiedo quanto questo orientamento (che nella scheda in inglese viene definito "progressive rather than neoliberal") abbia influito nell'errata decisione di FMI di cui si parla in questo articolo di  bisin e brighella.

Daltronde, temo che la stessa esistenza dell'FMI abbia origini concettualmente keynesiane.

Anche certi passi dell'accordo di Maastricht lo sono.

E non è un caso che la politica monetaria europea sia sempre stata anticiclica: contrazione durante l'iniziale crescita, espansione durante la successiva recessione.

Esempi perfetti di cicli economici Hayekiani originati da macro errori monetari.
A logica, seguirebbe stagflazione.

Fortunatamente, le logiche monetarie sono solo una componente della macchina economica.